Ma il personale avverte: «Così non basta»

La caposala: «Servono più infermieri». Mastropasqua: «Necessari parcheggi e altre attrezzature»
CHIETI . Quasi un milione di euro speso per la ristrutturazione del blocco operatorio, ma non basta. Secondo chi al Santissima Annunziata lavora tutti i giorni, servono più personale e ancora tanti altri interventi. «Siamo tutti molto contenti di questi lavori nel blocco operatorio, ma manca il personale per far funzionare a regime le sale operatorie», ha detto la caposala Giuditta Damiani, «adesso gli infermieri che lavorano in sala operatoria sono 35. Per andare a pieno regime, e cioè per far lavorare tutte le sale che ci sono, sia alla mattina che al pomeriggio, ne servirebbero altri 30. Ma mi hanno promesso che il personale infermieristico mancante arriverà a stretto giro».
Ma se il blocco operatorio soffre per la grave carenza d’organico, il resto del Santissima Annunziata non sta meglio. Lo ha ricordato e sottolineato ufficialmente ieri ai vertici di Asl e Regione Leonardo Mastropasqua, direttore del Centro nazionale di alta tecnologia in oftalmologia all’ospedale di Chieti, docente alla d’Annunzio e delegato del rettore dell’ateneo, Sergio Caputi, università ieri rappresentata anche dal genetista Liborio Stuppia. «C’è bisogno di una ristrutturazione completa dell’ospedale, interna ed esterna», ha detto Mastropasqua, «non è possibile andare avanti con indicazioni su fogli attaccati alle pareti dei corridoi e mattonelle rotte. È anche una questione di decoro della struttura. Ora abbiamo le sale operatorie rinnovate, e questo è già un primo importante punto, per cui ringraziamo la Asl. Ma questo è solo un primo passo», ha incalzato il noto oculista, «adesso bisogna ristrutturare tutto il policlinico, fare un parcheggio e anche altre sale operatorie, perché queste non bastano. E non solo, servono anche sale operatorie robotizzate, perché noi qui abbiamo l’università collegata all’ospedale. Abbiamo bisogno di attrezzature nuove. Tra studenti, specializzandi, ricercatori e docenti», ha concluso Mastropasqua, «l’ateneo d’Annunzio mette a disposizione, con proprie risorse economiche, circa 2mila persone che a vario titolo lavorano per questo ospedale». (a.i.)
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