Ma il vescovo prende le distanze: agì per sé

La diocesi di Lanciano-Ortona aveva chiesto di essere tenuta fuori dal giudizio
LANCIANO. Ha chiesto e ottenuto prima dal giudice per le udienze preliminari Marina Valente e ieri dal giudice monocratico Andrea Belli, il riconoscimento della responsabilità civile dell’Arcidiocesi Lanciano-Ortona, e quindi di monsignor Emidio Cipollone, nel processo contro don Andrè “Luiz Faquini” accusato di violenza privata aggravata, lesioni personali, violazione di domicilio, ingiurie, minacce e molestie telefoniche. È Antonella Troiano, avvocato di una delle due presunte vittime di don Andrè che si sono costituite parte civile nel processo. Per il legale e per il giudice che ha accolto la richiesta, la Curia nella storia delle presunte violenze, lesioni commesse dal sacerdote, che dal 2012 è tornato in Brasile, avrebbe una responsabilità civile. Questo perché è il vescovo a nominare i sacerdoti, e in questo caso don Andrè, a valutare la sua idoneità all’incarico, a vigilare sulla sua condotta.
La curia, tramite il legale Luisa Bertini, del foro di Chieti, aveva chiesto di essere estromessa dal processo, sostenendo che don André aveva fondato la Legio Sacrorum Cordium - dove sarebbero avvenute le violenze - in totale autonomia, che era un’attività privata estranea alla Chiesa e la guidava secondo le scelte personali. Ma la richiesta è stata rigettata.
La curia di Lanciano-Ortona, quindi, risponderà civilmente e in caso di condanna del sacerdote dovrà anche pagare i danni.
Finora bocche cucite nel palazzo arcivescovile dove pare che siano state diverse le segnalazioni arrivate tra il 2008 e il 2011, da parte di alcuni parrocchiani di Don Andrè sui comportamenti poco ortodossi che il religioso aveva. Segnalazioni che pare non abbiamo ricevuto la dovuta attenzione.
Il vescovo Cipollone, da parte sua continua a non pronunciarsi in merito e ad attendere l’esito del processo che, visto il numero di test - circa 40 solo quelli nella vicenda delle lesioni, violenza e minacce di Don Andrè - si prospetta piuttosto lungo. (t.d.r.)
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