Ma l’hacker riapre le classi e beffa Di Primio

19 Gennaio 2016

Il sindaco ignora il sito del Comune, usa facebook ma si becca parolacce e persino un finto profilo

CHIETI. Ha strane reazioni il sindaco. Sceglie Facebook per le comunicazioni istituzionali, pur avendo a disposizione il sito del Comune (costato soldi alla collettività) ma poi si offende se scatena bestemmie, parolacce e presta il fianco a un hacker che crea un falso profilo di Di Primio e riapre le scuole. Ma il sindaco deve metterlo in conto se comunica con i social, anzi solo attraverso i social, tagliando una consistente fetta di cittadini, magari anziani. E se ne va su Facebook per lanciare una domanda stile Pilato, chi volete Barabba o Gesù?

L’impressione è che tutto sembri un gioco o lo diventi, anche quando c’è da prendere una decisione importante, come la chiusura delle scuole che, il giorno dopo, condiziona la vita di migliaia di cittadini. Se però qualcuno di noi, l’altra notte, avesse cercato informazioni chiare sul sito del Comune avrebbe saputo poco, anzi niente. Mentre su Facebook il sindaco giocava a contare i mi piace (e si beava per i 1.600 clic a suo favore) e a diffidare i giovani di stare attenti perché «facebook non è lo sfogatoio degli scostumati, né lascia immune alcuno se si va oltre la decenza e la legge». Ragazzi siete avvisati. Voi che chiamate Di Primio “Umbè”, oppure “Umbo” o anche “Umby”. E che scrivete “Daccela una gioia umbè”, o che bestemmiate, non fatelo più. Già in passato il sindaco è arrivato alle querele per interventi sui social. Ne fece 40 in una sola botta. Ma anche voi genitori state accorti: «Non voglio fare il moralista», scrive Di Primio, «ma chiedo a tutti (soprattutto genitori) di riflettere sulla qualità, meglio sul censurabile linguaggio, volgare e offensivo, di alcuni ragazzi». Tutti avvisati dunque, tranne chi non viaggia sui social e non ha saputo in tempo che le scuole sono rimaste chiuse. La comunicazione non è un gioco. Ma se lo diventa nessuno si scandalizzi se poi l’hacker si diverte a sbeffeggiare Di Primio.(l.c.)