Ma la denuncia al consigliere del Pd ne innesca subito altre due

21 Gennaio 2015

CHIETI. Le denunce sono come le ciliegie, una tira l’altra. Alla querela per ingiuria che il sindaco Di Primio ha fatto contro il consigliere comunale del Pd, Gabriele Salvatore, portando la politica...

CHIETI. Le denunce sono come le ciliegie, una tira l’altra. Alla querela per ingiuria che il sindaco Di Primio ha fatto contro il consigliere comunale del Pd, Gabriele Salvatore, portando la politica in un’aula di giustizia, ne seguiranno (forse) altre due. La prima è stata annunciata ieri, dopo il processo davanti al giudice di pace rinviato d’acchito, dallo stesso primo cittadino ai microfoni di Tele Maia del giornalista Gino Di Tizio. Al quale Di Primio ha detto che denuncerà, per la seconda volta, il consigliere dell’opposizione, come lui avvocato, per il verbale di polizia diffuso alla vigilia del processo. Il verbale, secondo Di Primio, sarebbe stato acquisito da Salvatore senza una formale richiesta alla procura e, sempre a detta del sindaco, utilizzato per fare pressione nei suoi confronti. Naturalmente le sue affermazioni sono tutte da dimostrare. Lo stesso Di Primio però rischia a sua volta di essere denunciato da una cancelliera dell’ufficio del giudice di pace per un singolare fuoriprogramma subito dopo il processo rinviato. Quando davanti a diversi testimoni, come i consiglieri Giardinelli e Di Gregorio, il sindaco ha apostrofato il pubblico ufficiale con la frase: «Non si fa politica negli uffici pubblici... perché questa fa fare l’accordo tra il Pd e la lista di Rifondazione per la candidatura del figlio». (l.c.)