«Ma la legge sulla sicurezza degli spettacoli va cambiata»

3 Settembre 2017

LANCIANO. Strette di mano, scambi di doni ma soprattutto il punto sulla questione sicurezza delle manifestazioni storiche in Europa, diventate infernali da organizzare per leggi interne e...

LANCIANO. Strette di mano, scambi di doni ma soprattutto il punto sulla questione sicurezza delle manifestazioni storiche in Europa, diventate infernali da organizzare per leggi interne e antiterroristiche che creano ostacoli e sul grande valore economico di questi eventi. I rappresentanti delle delegazioni estere presenti in città per la rievocazione storica del Mastrogiurato, il polacco Pawel Krakowia, il tedesco Kurt A. Weiinzierl, la spagnola Raquel Esteban Martin, l’ungherese Cseke Lazszlò e il neo presidente della Federazione italiana giochi storici Beppe Barolo, di Asti, si sono ritrovati alla casa di conversazione per un saluto all’amministrazione comunale sotto il segno del Mastrogiurato che, come ha detto Raquel Esteban Martin - vice presidente della Federazione europea giochi storici - è “ambasciatore in Europa di Lanciano”. «Quello della sicurezza è un problema comune a tutta l’Europa», aggiunge Esteban Martin, «ma qui a Lanciano si è risolto efficacemente». A fatica, in realtà, grazie alla collaborazione tra l’associazione e il Comune. «Non è facile lavorare, il piano di sicurezza viene interpretato in modi diversi e si riversa negativamente sulle rievocazioni storiche», continua il sindaco Mario Pupillo. «Va cambiata la legge», dice Barolo, che fu nella commissione che valutò l’ingresso del Mastrogiurato nella federazione italiana, «Danilo Marfisi e altre città invieranno proposte e progetti che girerò a novembre al ministero. Sono di Asti, i fatti di Torino li conosco bene, ma, come spesso accade in Italia, si è fatta una legge che blocca altre senza motivo: 10.000 persone che assistono alla partita sono diverse da 10.000 che guardano una rievocazione storica. E parliamo di manifestazioni che muovono l’economia: 681 milioni di euro annui per l’Italia, un milione di turisti delle rievocazioni, e spese minime per le istituzioni». (t.d.r.)
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