«Ma noi siamo ancora senza gli stipendi»

Casa di riposo, la sindacalista Ballatore (Diccap Confsal) torna ad attaccare alla vigilia del voto
CHIETI. Continua il botta e risposta tra sindacati e direzione dell’ex case di riposo mentre i 72 lavoratori degli istituti riuniti di assistenza “San Giovanni Battista” sono ancora in attesa degli stipendi. A dire il vero la battaglia sembra essere portata avanti da un solo sindacato, il Diccap Confsal della segretaria territoriale, Fausta Ballatore. L’ultima volta era stata la direttrice delle case di riposo, Luisa Caramanico, a smentire quanto detto dalla Ballatore. Adesso è, invece, la sindacalista che vuole puntualizzare una serie di questioni per riaffermare quello che lei definisce “la verità sui fatti”. E così la Ballatore va a riconfermare quanto asserito in precedenza e smentito dalla Caramanico. «Nel riconfermare quanto già asserito in precedenza con la nostra nota del 6 giugno scorso», scrive infatti la segretaria Diccap, «vorrei ricordare alla direttrice che fu lei stessa a comunicare tali informazioni alla presenza di tutti i dipendenti intervenuti durante lo svolgimento dell’assemblea del personale del 26 maggio. Una sola certezza, a tutt’oggi nulla è cambiato dopo la smentita della direttrice, i lavoratori delle Case di riposo di Chieti, sono ancora senza stipendio». La sindacalista riporta anche voci secondo cui gli stipendi non saranno pagati prima della prossima settimana e chiede alla direttrice cosa stia facendo per anticipare il più possibile il pagamento delle spettanze ai lavoratori. Le chiede, cioè, di attivarsi presso la Asl, l’assessore alla sanità e il presidente della giunta regionale, affinché rispettino gli impegni assunti sul tavolo istituzionale del Prefetto di Chieti. La Ballatore ricorda anche le «promesse sbandierate da vari politicanti sui quotidiani» sul fatto che «gli stipendi sarebbero stati pagati prima del 14 giugno. Noi, dobbiamo costatare», dice, «che solo il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, si è sempre prodigato per la risoluzione del problema. Dove sono gli altri? Che fine farà questo Ente storico per la città di Chieti?», si chiede infine la Ballatore, auspicando che questo sia anche il problema della direttrice della struttura che ospita 115 pazienti.(a.i.)

