Ma per i sindacati è l’anno orribile

23 Gennaio 2015

I dipendenti disertano la festa per le “picconate” del dg Del Vecchio

CHIETI. Nell’aula magna andava in scena la cerimonia d’inaugurazione mentre i sindacati lanciavano la loro “contro-inaugurazione”, grazie a un documento pubblico che rimarca come la mancata partecipazione alla cerimonia segni tutto il dissenso rispetto alla governance dell'ateneo. Il documento porta la firma di Maria Agnifili e Maria Lidia De Biasi (Flc Cgil), Gianluca Di Sante (Cisl-Univ), Valentino Barattucci (Uil-Rua), Goffredo De Carolis (Csa-Cisal), Antonino Di Federico (Cisapuni) e Luigi Fusella (coordinatore Rsu). I sindacati non hanno remore ha definire il 2014 come “l’anno orribile”. E’ stato l’anno in cui, scrivono, «abbiamo visto il direttore generale Del Vecchio prendere a “picconate” le risorse economiche di tutto il personale tecnico-amministrativo non docente». Si parla anche di «scontri che l'amministrazione ha gestito al di fuori di ogni relazione sindacale: trasferimenti interni, scivolamenti di carriera di 20 unità senza autorizzazione degli organismi, corsi di formazione, rilevazione non programmata dei carichi di lavoro, dotazione organica, buoni-pasto, regolamento straordinario, sistema di video-sorveglianza». E infine ci sono le querele le per la pubblicazione di elenchi «a dir poco irregolari». Sebbene l’incontro sindacale del 20 gennaio abbia visto percorsi condivisi tra la parte pubblica e quella sindacale, lo stato d’agitazione rimane. Alla protesta fa, però, da contraltare il discorso della rappresentante del personale all’inaugurazione accademica, Anna Scimone (sebbene i sindacati abbiano tenuto a precisare che non parlava a nome dell’intero personale). «Da quando è stata sospesa l’Ima siamo stati sopraffatti da sentimenti di angoscia», ha detto la Scimone, «allora abbiamo chiesto in giro ai colleghi di altri atenei e questi sono stati i riscontri: alcuni hanno contratti integrativi che non prevedono il salario accessorio, altri godono di un salario accessorio mensile minimo. Altri atenei dal 2014 hanno scelto di non effettuare distribuzioni a pioggia, perché contrarie alla legge Brunetta». Lo stallo è generale. (a.s.)