Ma per il difensore è soltanto: «Un caso di debolezza umana»

22 Gennaio 2015

CHIETI. «Se una donna fa una carezza, uno può essere forte e la respinge. Ma se è debole l’accetta e ne fa un’altra». Domenico Di Terlizzi, uno dei difensori di D’Agostino, è il primio a uscire dall’a...

CHIETI. «Se una donna fa una carezza, uno può essere forte e la respinge. Ma se è debole l’accetta e ne fa un’altra». Domenico Di Terlizzi, uno dei difensori di D’Agostino, è il primio a uscire dall’aula di giustizia il sorriso stampato in volto. Ma proprio lui che, un quarto d’ora prima, aveva urlato: non voglio foto! ora si piazza davanti alla telecamera e parla come un fiume in piena. Ha centrato l’obiettivo del patteggiamento, dopo aver raggiunto l’accordo con l’avvocato Marco Femminella, legale delle ultime due parti civili che si erano viste offrire poco. La sua tesi è quella della “debolezza umana” unita alla provocazione. Chissà che cosa ne pensano le sette donne parti offese. Sta di fatto che l’avvocato salito dalla Puglia per difendere l’ex assessore esordisce con un «Questa vicenda è stata amplificata. Resta solamente una debolezza umana e niente più». Quindi rilancia: «Hanno voluto colpire il politico oltre che l’uomo». E se gli chiedi qual è tra D’Agostino e quelle donne che cercavano casa la vera persona debole lui risponde così: «Acceda agli atti. Se vuole le procuro un file di una persona offesa (una registrazione fatta di nascosto con il cellulare da una donna mentre era con D’Agostino, ndr). Ascolti bene il file e si renderà conto di come si sviluppava il rapporto tra l’assessore e la persona debole. É tutta una storia diversa», sottolinea l’avvocato, «si renderà conto se quello di D’Agostino era il comportamento di chi approfittava oppure di chi subiva delle profferte». E qui arriva la frase che fa stringere i pugni a una di quelle donne, presente all’udienza ed ora attenta ad ascoltare Di Terlizzi. É la frase della «donna che le fa una carezza, se uno è forte la respinge ma se è debole....». In che senso avvocato? «Se viene un cliente nel mio studio e mi fa una profferta, io lo metto alla porta. La carne è debole ma io c’ho settant’anni, sono più forte. Se ne avessi 40 anni... non lo so», afferma guardando D’Agostino che abbassa gli occhi. Ma se uno dei giornalisti prova a far domande all’ex assessore, il legale gli dà subito lo stop: «Il mio assistito è provato per il patteggiamento e per aver perso il posto di lavoro. Facciamo cadere l’oblio su D’Agostino, anche lui ha diritto al silenzio». E il sipario si chiude. (l.c.)