Macchina del sindaco bruciata, confermata la pista del dolo

1 Febbraio 2023

Trovate tracce di uno spray infiammabile sul parabrezza che è poi scivolato fino al vano motore È stato scoperto anche un birillo tagliato con un innesco incendiario sistemato sotto la vettura 

VASTO. Auto del sindaco e presidente della Provincia, Francesco Menna distrutta da un incendio: a distanza di quasi due mesi dal fatto, la polizia conferma il dolo e l'approfondimento delle indagini. Quel che resta della Fiat 500 L è stato trasferito in un officina per la rottamazione. Sulla vettura sono ben visibili le tracce di uno spray infiammabile spruzzato sul parabrezza. Il liquido probabilmente è stato probabilmente fra i tergicristalli e il parabrezza scivolando nel motore. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il fuoco sarebbe partito infatti dal motore per poi estendersi all'interno della vettura. Il piromane per essere certo che il veicolo venisse distrutto ha sistemato sotto l'auto un birillo tagliato e farcito con diavolina. Alcune telecamere private pare abbiano ripreso l'autore dell'attentato ma la figura sarebbe irriconoscibile. La sagoma nera pare indossasse ben tre cappucci per non essere identificata. Il condizionale è d'obbligo.
Il sindaco Menna non intende interferire con le indagini ma lancia un nuovo appello all'autore del gesto. «Proseguirò con il mio programma in favore della legalità», dichiara Menna. «Ho firmato diverse ordinanze per mettere fine agli abusi, sto per firmarne altre. Su qualsiasi azione sono pronto a discutere e dialogare con chi non è d’accordo. Non mi faccio intimorire però da azioni ritorsive e, soprattutto, non saranno più tollerati abusi e illeciti. La legalità non si baratta né può soggiacere alla violenza. La violenza non mi spaventa».
Gli investigatori da subito hanno escluso un dispetto privato. La polizia ha concentrato la sua attenzione sulle ordinanze firmate da Menna nel periodo che ha preceduto l’attentato. Diversi i provvedimenti oggetto di contestazioni. I danni provocati ai pneumatici della Fiat 500L a fine novembre, pochi giorni prima dell'incendio, probabilmente erano un avvertimento a cui Menna non ha dato importanza. Il 4 dicembre è arrivata la “punizione”. A distanza di settimane dall'incendio non diminuisce l'ondata di sdegno per l'episodio. L'auspicio del responsabile della sicurezza della segreteria del Pd, Enrico Borghi, è che quell'atto non venga dimenticato e il suo autore identificato. «Negli ultimi due mesi», sottolinea il referente di Codici, l’associazione dei consumatori, Riccardo Alinovi, «ci sono stati ben due attentati che raccontano la sfrontatezza di chi li ha commessi nei confronti delle istituzioni. È un fatto gravissimo. Vasto non può diventare ostaggio della malavita, salviamo la procura e il tribunale. E riportiamo in città un numero adeguato di forze dell'ordine».
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