Macchine agricole su misura per coltivare i campi in Africa

La T49 (ex Tortella) pronta a fabbricare prototipi per meccanizzare le coltivazioni in Burkina Faso Dopo le prime produzioni in Abruzzo l’obiettivo è assemblare i mezzi e formare i tecnici sul posto
ORTONA. Il ministro dell’Agricoltura del Burkina Faso Dénis Ouédraogo, insieme al direttore generale della Cooperazione multilaterale burkinabé Amidou Ouédraogo, è stato ospite ieri mattinata nell’azienda ortonese di macchine agricole T49 (ex Trotella) per discutere di un ambizioso progetto nato per rispondere alle esigenze economiche e sociali di un territorio complesso come quello dello stato africano. A fare gli onori di casa Maria D’Alessandro, titolare della T49, e l’ingegnere Carlo Tortella. Presenti all’incontro anche Domenico Tenaglia, cofondatore di Stellante, società di sviluppo territoriale con sede in Burkina Faso e rappresentanza in Italia e Amedeo Angelone, ingegnere della Sdt meccanica ed automazione srl.
Nello specifico il progetto in questione riguarda la realizzazione di un prototipo di macchina agricola pensata e studiata proprio per andare incontro alle difficoltà riscontrate quotidianamente dal comparto agricolo burkinabé. Uno strumento che permetterebbe di ridurre in maniera consistente i tempi di lavoro degli agricoltori, in modo da semplificare e modernizzare la tecnica di lavoro della terra.
«La meccanizzazione agricola è uno degli aspetti più importanti per far crescere la nostra economia», ha dichiarato il ministro Ouédraogo, «adesso gran parte del lavoro è svolto a mano con l’ausilio di animali, abbiamo bisogno di strumenti che migliorino la qualità della vita dei nostri lavoratori e che permettano di aumentare la produttività». Nel merito è intervenuto l’ingegnere Angelone che ha spiegato le varie fasi: «Abbiamo sviluppato un’idea progettuale insieme alla società Stellante», ha sottolineato, «analizzando una per una le esigenze e le problematiche legate a quei luoghi e cercando di rispondere a quelle necessità specifiche».
Inoltre la peculiarità di questo progetto è il suo valore sociale. Parte determinante dell’intera idea, orgoglio di tutti i partner coinvolti. Infatti all’interno dell’iniziativa è prevista anche una fase di formazione per i tecnici burkinabé, che saranno ospitati dall’azienda ortonese per seguire corsi di riparazione e manutenzione delle macchine agricole. A tale scopo, il ministro ha colto l’occasione per rimarcare l’importanza di avere persone competenti, aspetto fondamentale per evitare l’interruzione del lavoro. In più, come ricordato da Tenaglia, il prototipo elaborato dalla T49 ha già una tecnica riconosciuta valida dalla Fao. «Abbiamo assistito alla produzione di un pezzo», ha commentato il direttore generale della Cooperazione «la nostra aspirazione da qui a pochi anni è portare un numero elevato di queste macchine nel nostro Paese». Perciò, dopo la fase dell’ideazione e dell’ingegnerizzazione, si passerà a quella dell’assemblaggio e della formazione. I test di collaudo saranno svolti direttamente in Burkina Faso. «È una giornata importante», ha concluso la D’Alessandro, «sosteniamo e portiamo avanti questo lavoro e guardiamo al futuro con ottimismo».
Benedetta Paludi
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