«Madonna del Freddo, che vergogna»

Strade rotte, muretti che crollano e tombini mai puliti. Ecco le foto dei residenti
CHIETI. Un quartiere nato con grandi aspirazioni che nel corso degli ultimi 10 anni si sono però perdute per strada. Il rione di Madonna del Freddo, da «città satellite» si è trasformato in un quartiere dormitorio dove l’incuria soffoca spazi verdi e strade. Alessandro Petolicchio, segretario di zona del movimento politico “Giustizia sociale”e presidente dell’associazione culturale e ricreativa Madonna del Freddo parla di «fatale degrado di un quartiere da molti anni messo nel dimenticatoio» e bacchetta gli amministratori della giunta Di Primio «rei» di non aver mantenuto le promesse di intervento «sbandierate in campagna elettorale». Petolicchio chiede al sindaco Umberto Di Primio che fine abbiano fatto il «consigliere e l’assessore di zona».
«È passato un anno dall’ultimo grido di allarme lanciato dai residenti, ma tutto è rimasto come prima con un peggioramento generale». L’elenco delle cose da sistemare è lungo, I residenti devono fare i conti con strade sempre più dissestate e muretti di contenimento che cedono ogni anno alla pressione delle scarpate.
Nella lista finisce anche la cattiva manutenzione dei tombini sprofondati nell’asfalto e perennemente intasati tanto da lasciare emergere i liquami in strada. «Anno zero» per Petolicchio anche per il sistema di illuminazione, nascosto dal fogliame e in alcuni casi rumoroso perché mal funzionante.
E ancora piazzole utilizzate come discariche abusive e buche profonde in via Riccitelli, ferite di un cantiere bloccato da 10 anni, senza protezione. «Siamo dimenticati» conclude, «ma orgogliosi del nostro quartiere che merita politici più attenti».
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