«Madonna delle Piane, aria irrespirabile»
L’associazione Villablocc invita gli amministratori comunali a «passare qualche giorno nel quartiere»
CHIETI. Odori nauseabondi sprigionati dal depuratore situato sul retro del Parco Dama, allo Scalo, e avvertiti, specie di sera, a Madonna delle Piane. Il comitato Villablocc, nato “per la tutela della salute e della vita”, attacca le istituzioni locali. «Non ci scagliamo contro le preziose attività produttive che operano nella vallata ma contro l’incapacità dimostrata dagli enti amministrativi preposti» afferma in una nota Villablocc «a regolamentare e a coadiuvare una serena convivenza tra queste e l’altrettanto importante centro urbano». Che deve fare i conti con una concentrazione di aziende che trattano materiali pericolosi ed un traffico a dir poco sostenuto a causa della presenza congiunta del campus universitario della d’Annunzio e dell’affollato ospedale clinicizzato di Colle dell’Ara. Come se non bastasse la chiusura del sottopasso, interessato da opere di restyling che porteranno alla realizzazione di una moderna stazione ferroviaria, hanno peggiorato le cose a Madonna delle Piane. Dove, adesso, i residenti sono preoccupati dai nuovi miasmi che tolgono spesso il respiro ed hanno provocato, in alcuni casi, anche conati di vomito a chi ha avuto la sola colpa, magari, di aprire la finestra di casa. «Madonna delle Piane, da settimane, è percorsa da un nauseabondo odore di liquami, molto probabilmente proveniente- denuncia Villablocc- dagli impianti di depurazione posizionati nell’area lungofiume, a ridosso del Parco Dama». Si sono susseguite, per questo, segnalazioni ai vigili urbani e all’Arta. «Il fatto è che si è solo a fine aprile. Non osiamo immaginare cosa possa accadere con le temperature torride estive. Peraltro, quando c’è vento, la situazione si fa ancora più difficile» lamenta Villablocc «dal momento che si mescolano la puzza di liquami, la puzza del mattatoio comunale e gli odori, non di certo gentili, sprigionati dai comignoli delle aziende del posto». Poi una provocazione rivolta all’amministrazione comunale e agli organi di controllo della qualità ambientale. «Rinnoviamo come sempre l’invito a voler soggiornare anche solo pochi giorni nelle nostre abitazioni per constatare- dicono da Villablocc- che il dover convivere con un odore terrificante è comunque un’offesa alla dignità dell’individuo». Infine una domanda girata alle istituzioni. «Se non si riesce a gestire in modo decoroso un depuratore cosa potrà mai accadere- si chiede Villablocc- con l’arrivo del ventilato biodigestore da attivare proprio nel cuore del centro urbano dello Scalo?».(j.o.)
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