Madre di 9 figli: il Comune mi dia il sussidio
Cupello, la donna non ancora 40enne: «Purtroppo i miei bambini devono rinunciare a tante cose»
CUPELLO. Madre di nove figli riesce a fatica ad arrivare a fine mese con lo stipendio del marito. Attraverso il Centro rivolge un appello al sindaco Manuele Marcovecchio per ottenere un sussidio che i cavilli burocratici le negano. Antonella non ha neppure 40 anni. Non lavora perché deve accudire la sua adorabile tribù. È difficile però riuscire ad andare avanti con un solo stipendio. «Mio marito porta a casa 2.500 euro. Con quei soldi devo pagare il mutuo, le rate di un prestito che ho ottenuto e anche per la macchina. Ottocento euro vanno via così. Poi ci sono le bollette delle utenze. Per fare la spesa resta ben poco. So che il sindaco è una persona sensibile. Gli chiedo di farmi avere un sussidio per poter comprare da mangiare ai miei figli», dice Antonella. È rarissimo vedere una famiglia così numerosa ma così in armonia. Ognuno di loro è pronto ad aiutare l’altro. I primi figli sono ormai adolescenti. La più piccola ha quasi 2 anni. «Sono così piccoli ma purtroppo devono rinunciare a molte cose che hanno i loro coetanei. Ho potuto mandare in colonia solo due di loro», si rammarica Antonella.
La sua famiglia non ha diritto al sussidio perché pare superi di 100 euro il reddito annuo. «Ma io ho bisogno del sussidio. Ne ho bisogno per arrivare a fine mese. Io non voglio il superfluo per i miei figli ma il necessario».
La donna chiede al Comune di aiutarla. «Le leggi e i codici devono tenere conto anche delle esigenze di nove minori. Mi appello al sindaco e all’assessore ai servizi sociali. Date una mano alla mia famiglia. Spero che il sindaco legga questo appello. Mi rendo conto che per un amministratore la legge deve essere uguale per tutti. Ma proprio per questo io sono pronta a mostrare il mio libro spese e quello che rimane per i miei nove figli. Ripeto chiedo solo di avere il necessario. Sono pronta a dimostrare che non sto cercando di ottenere qualcosa che non mi spetta. Ringrazio il sindaco per l’attenzione che vorrà prestare a questo mio appello». (p.c.)
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