Madre e figlio legati e rapinati in casa

12 Giugno 2014

Terrore allo Scalo: per 20 euro tre banditi incappucciati fanno irruzione e puntano la pistola contro i due

CHIETI. Rapina in casa tipo Arancia Meccanica. Madre e figlio sono stati legati con le fascette, minacciati con la pistola e l’abitazione è stata messa a soqquadro. «Dateci i soldi, dove sono i soldi?». Così i malviventi hanno gridato alla donna e al ragazzo di 17 anni che sono stati minacciati con una pistola. Ma alla fine i tre rapinatori si sono dovuti accontentare dei pochi spiccioli, 20 euro, che la mamma aveva risposti nel portafogli.

La rapina è accaduta alle 8,30 di martedì scorso. In una abitazione al primo piano di via Tirino, vicino al centro commerciale Megalò, si sono vissuti momenti di terrore.

La donna di nazionalità cinese, sposata con un italiano, (il marito lavora fuori città) era appena tornata dalla scuola del figlio dove aveva accompagnato il ragazzo di 14 anni. Prima di uscire aveva lasciato aperta la veranda e proprio lì ha trovato i ladri che stavano entrando. La donna è stata trascinata in casa dove c’era il primogenito di 17 anni che si era appena svegliato. I rapinatori erano completamente coperti in volto con cappuccio, felpe e bandane e occhiali da sole. Del tutto irriconoscibili. Madre e figlio sono stati poi legati a una sedia con alcune fascette, immobili sotto il tiro di una pistola brandita da uno dei tre. Nel frattempo gli altri due hanno rovistato ovunque e buttato in aria qualsiasi cosa mentre gridavano che volevano i soldi. Alla fine hanno afferrato il portafogli della donna e le hanno preso i pochi spiccioli.

Dopo aver arraffato il magro bottino, sono fuggiti probabilmente in auto.

La casa è relativamente isolata. Possiede due ingressi, uno si trova dalla parte dell’asse attrezzato e l’altro, che si affaccia su un cortiletto, risponde sulla campagna dove, poco lontano, ci sono alcune villette.

Dopo la rapina è stato il figlio 17enne a liberarsi per primo. Il ragazzo una volta slegatosi ha liberato la madre e poi ha chiamato il 113. Sul posto sono arrivati i poliziotti della squadra volante e della polizia scientifica.

La donna, ancora in stato si choc, ha raccontato i momenti di paura vissuti poco prima e riferito che i tre malviventi era quasi sicuramente italiani.

Ma purtroppo per ora i polziotti della scientifica non hanno potuto trovare alcuna traccia identificativa dei rapinatori che probabilmente hanno agito con i guanti.©RIPRODUZIONE RISERVATA