Madre e figlio presi con il carico di droga

Arrestati dai carabinieri: nascondevano un chilo e mezzo di eroina sotto al tetto di un casolare. Ora è caccia ai complici
LANCIANO . La mamma aveva preso la droga da un casolare abbandonato e l’aveva nascosta negli slip; il figlio che l’aveva accompagnata in auto, faceva da palo fuori. Sono ora in carcere accusati di spaccio di stupefacenti Vera Morelli, 62 anni e il figlio Luca Di Rocco, 29 anni, trovati dai carabinieri della compagnia di Lanciano agli ordini del capitano Vincenzo Orlando, con un chilo e mezzo di eroina. Un quantitativo ingente, dal valore di circa 40mila euro.
Un doppio arresto ottenuto grazie anche alla collaborazione dei cittadini. Da qualche tempo infatti i militari del nucleo operativo e radiomobile, diretti dal tenente Giuseppe Nestola, stavano monitorando la zona, un’area boschiva in contrada Serroni, perché i residenti avevano segnalato degli strani movimenti di persone, nonostante il posto fosse fatto di terreni scoscesi ed incolti. Dopo qualche giorno di appostamenti e osservazioni, con i militari in borghese mimetizzati tra la folta vegetazione, venerdì pomeriggio è scatto il blitz. Intorno alle 15.30 i carabinieri hanno notato un’utilitaria nera, con a bordo un uomo ed una donna, arrivare dalla variante frentana e raggiungere una stradina sterrata. Dall’auto è scesa la donna che ha raggiunto un piccolo rudere abbandonato e ha preso qualcosa da sotto le tegole del tetto diroccato per tornare pochi minuti dopo alla macchina, dove l’uomo era rimasto a sorvegliare l’area. Ma, una volta saliti in auto, i carabinieri li hanno fermati e hanno trovato addosso alla donna due involucri con 100 grammi di eroina.
La perquisizione è poi continuata nel rudere e qui, sotto alcune tegole del tetto i militari hanno trovato altri 4 involucri uguali a quelli rinvenuti poco prima, per un peso di circa 400 grammi, nonché 2 panetti del peso di 500 grammi ciascuno: tutta eroina protetta da cellophane e richiusa in buste nere dell’immondizia. In totale un chilo e mezzo di droga sequestrata, assieme all’auto e ai cellulari di madre e figlio. Sono quindi scattate le manette per la Morelli e per il figlio, incensurato, e poi si sono aperte le porte del carcere di Teramo, per la donna, e di Lanciano per il 29enne. Domani ci sarà l’udienza di convalida di fronte al gip Massimo Canosa in cui i due, rappresentati dagli avvocati Gaetano Pedullà e Vincenzo Menicucci, potranno anche dare la propria versione dei fatti. Ma i carabinieri non fermano le indagini: bisogna capire da dove arriva la droga e se ci sono complici della donna.

