Maestra scomparsa e morta: il gip archivia
Il decesso di Eleonora Gizzi non ha responsabili: niente istigazione al sucidio. Ricorso della famiglia?
VASTO. Il caso di Eleonora Gizzi è chiuso. Almeno per il tribunale di Vasto. Il gip ha accolto la richiesta di archiviazione contro ignoti del sostituto procuratore della Repubblica, Giancarlo Ciani. Per i magistrati vastesi l’allontanamento della maestra da casa fu volontario e quindi non ci fu alcuna istigazione al suicidio. L’avvocato Federica Benguardato, legale dell’associazione Penelope, l’associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, e del padre di Eleonora, Italo Gizzi, pare intenzionata a non arrendersi.
«Accanto al corpo di Eleonora fu trovata una maglietta di colore beige sulla quale fu individuato del Dna maschile», insiste il legale. «Non sappiamo a chi appartenesse quel Dna ma è comunque sicuro che Eleonora non fosse sola», spiega l’avvocato Benguardato.
La decisione del Gip non è stata accolta bene neppure dalla famiglia della ragazza. Le cause della morte di Eleonora Gizzi non sono state chiarite e non potranno mai esserlo completamente dal momento che non è stato possibile compiere tutti gli esami. Di sicuro l’esame antropologico ha escluso traumi e quello tossicologico l’assunzione di sostanze letali e tossiche.
Eleonora è morta di inedia ma accanto lei, almeno per qualche giorno, ci fu qualcuno. «Quel qualcuno potrebbe avere contribuito ad accrescere la sua angoscia inducendola a lasciarsi morire», sostiene l’avvocato Benguardato.
Il corpo di Eleonora Gizzi fu ritrovato sotto un viadotto in contrada Lota, a meno di un chilometro da casa.
«Non voleva fuggire. Anzi. Forse voleva essere trovata», aggiunge il legale. «Ci sono tante cose che non riusciremo mai a sapere, ma quel che è certo è che qualcuno è rimasto accanto a lei almeno per un po’». (p.c.)
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