«Maestre assolte in parte: devono risarcire»

15 Ottobre 2021

Cupello. La Corte d’appello derubrica l’accusa di maltrattamento ai bambini in abuso di correzione

CUPELLO. L'avvocato Michela Scafetta due giorni fa aveva espresso la sua soddisfazione per la sentenza emessa dalla Corte d'appello dell'Aquila per due maestre di Cupello accusate di minacce e maltrattamenti a due alunni che, in parziale riforma della sentenza pronunciata nel 2018 dal tribunale di Vasto per uno dei reati, ha usato la formula "Il fatto non sussiste". In realtà la vicenda non si è affatto conclusa. A spiegarlo sono i legali dei due ex bambini divenuti ora maggiorenni. «Solo», annota l'avvocato Stefania Bracaglia che rappresenta con il collega Davide Antonioli gli alunni, «per amore di verità e giustizia verso dei ragazzi a cui è stata negata un’infanzia serena, preme informare cosa ha realmente deciso la Corte d'appello dell’Aquila in merito alla vicenda che ha interessato qualche anno fa una scuola elementare di un paese vicino Vasto. La decisione dei giudici di appello», spiega l'avvocato Bracaglia, «riconosce con la sentenza che i bambini non hanno avuto maestre autorevoli e giuste, ma maestre che hanno abusato del loro potere. Non sono state assolte per tali comportamenti di abuso verso i minori, come si è letto in questi giorni in alcuni articoli di giornale o su dichiarazioni sui social. La sentenza aquilana ha qualificato i comportamenti delle maestre di scuola elementare come ipotesi di reato contemplata dall'articolo 571 del codice penale derubricando il reato di maltrattamenti e ritenendo che i fatti costituiscono un'ipotesi di abuso di mezzi di correzione o di disciplina. La Corte, davanti alla richiesta di prescrizione delle imputate, non ha potuto fare altro che dichiarare di non potersi procedere per la lunghezza del processo, però ha riconosciuto il dolore e le ferite dell'anima che ancora oggi i bambini di un tempo hanno vissuto, confermando la sentenza di primo grado in merito al risarcimento danni dovuto dalle maestre oltre alle loro condanna per le spese del giudizio. Questa verità è un dovere verso tutte quelle maestre che riconoscono nel ruolo di educare una missione e non un potere da esercitare verso i bambini indifesi. Essere autorevoli, rigorose, giuste significa avere la capacità di accogliere e comprendere ed amare i propri allievi, questo è ciò che un genitore si aspetta quando affida i propri figli alla scuola per farli istruire e soprattutto educare con comportamenti buoni e sani». (p.c.)
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