Maestro assolto: non minacciò gli alunni
Lanciano. Il caso nel 2014 in una classe degli Eroi Ottobrini. Per il giudice “il fatto non sussiste”
LANCIANO. Non minacciò gli alunni, né li offese prendendoli a parolacce né tanto meno li scosse. È stato assolto con formula piena il maestro Ernesto Di Lorenzo, 51 anni, di Lanciano, l’insegnante supplente che nel dicembre 2014 avrebbe seminato il terrore in una quarta elementare degli Eroi Ottobrini minacciando, secondo alcuni genitori degli alunni, gravemente i ragazzi. Il giudice Marina Valente ha assolto l’uomo, rappresentato dall’avvocato Francesco Orecchioni “perché il fatto non sussiste” chiudendo il processo svolto con rito abbreviato. Un rito lungo visto che il procedimento si era aperto nel febbraio 2017. «Ci sono stati problemi tecnico-procedurali», spiega il legale, «che hanno portato anche al cambio del giudice per incompatibilità (da Andrea Belli a Marina Valente, ndc) e alla riformulazione del capo di imputazione a cui sono state aggiunte le minacce all’abuso dei mezzi di correzione o di disciplina».
Per l’accusa, in qualità di insegnante nel corso della supplenza del 16 dicembre 2014 in una quarta l’uomo abusava dei mezzi di disciplina previsti dall’ordinamento scolastico ai danni degli alunni, minori di anni 9, a lui affidati per l’istruzione. Il maestro, supplente per un giorno, avrebbe cominciato ad inveire contro i bambini dopo la mensa: “Non siete mai stati in ospedale per un cazzotto o una sberla”, “Siete delle bestie”, “Ti spacco i denti”, le frasi pronunciate. In alcuni casi avrebbe preso il viso dei ragazzi tra le mani e avrebbe scosso loro la testa. I genitori chiamarono il 113 e poi 8 di loro sporsero querela. «Abbiamo sempre sostenuto che non ci furono minacce né violenza», commenta l’avvocato, «e a processo non sono state confermate le accuse riferite dai genitori, (che non si sono costituiti parte civile, ndc) anzi, il giudice ha trovato contraddizioni persino sulla data dei fatti, alcuni hanno indicato il 16 dicembre - il maestro non era a scuola - altri il 17. Non ci sono stati riscontri poi tra le dichiarazioni dei genitori e le affermazioni dei testi. L’uomo forse non è riuscito a gestire la classe, ma da qui a individuare una responsabilità penale ce ne passa». (t.d.r.)
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