Magnacca: ecco il mio patto con i sindaci

San Salvo. L’appello ai colleghi del Vastese: «Insieme per il rilancio del nostro comprensorio»
SAN SALVO. Dalla proposta ai fatti. Il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, interpella i sindaci del comprensorio ed elabora un documento da presentare alle autorità di governo in cui invoca sicurezza, salute e un dignitoso futuro economico. Molti i colleghi che hanno firmato l’appello rivolto al governo nazionale e alla Regione. «Se in gioco c’è il futuro della popolazione di questo territorio, io sono d’accordo che dobbiamo essere uniti», dice il sindaco di Vasto, Francesco Menna. Con lui la nota che sigla il patto fra sindaci è stata firmata anche dai sindaci di Cupello, Monteodorisio, Villalfonsina, Pollutri, Casalbordino, Torino di Sangro, Fresagrandinaria, Roccaspinalveti, Castiglione Messer Marino, Fraine, Furci, Liscia, Scerni, Palmoli, Dogliola, Carunchio, Celenza sul Trigno, Tufillo e Schiavi d’Abruzzo. «Il patto dei sindaci», scrive la Magnacca, «è condivisione e consapevolezza del nostro ruolo in prima linea rispetto ai bisogni dei cittadini. Siamo consapevoli che stiamo vivendo un’emergenza epocale che ha messo a dura prova l’intero sistema Italia. Il percorso per recuperare una parvenza di normalità non è stato ancora tracciato oltre ad essere ancora lungo. Crediamo che la priorità assoluta debba essere data alla sanità pubblica, in primis all’ospedale di Vasto, la cui sorte ci sta molto a cuore nella consapevolezza dell’urgenza di dover intervenire per salvaguardare tutti gli operatori che fin dalla prima ora, buttando il cuore oltre l’ostacolo, hanno garantito l’operatività dell’ospedale, ma anche le nostre comunità che dobbiamo non solo rappresentare ma anche tutelare. Siamo consapevoli», prosegue la lettera, «che non si può restare con le mani in mano e aspettare l’evolversi delle cose. Vorremmo essere soggetti propositori di iniziative che producano effetti concreti a beneficio di tutta la comunità. Vorremmo essere promotori di idee che consentano la riapertura graduale e in sicurezza delle attività, iniziando da chi in queste settimane non ha avuto alcuna possibilità di percepire alcuna fonte di reddito e che dobbiamo sostenere e incoraggiare perché costituiscono il cuore pulsante delle nostre comunità. Ci riferiamo agli ambulanti, autonomi, addetti alle attività di pubblico esercizio, partite Iva tutte, balneari, senza dimenticare le tante aziende della zona industriale che insistono con i loro riflessi economici su un territorio più vasto di quello connesso ai siti produttivi. Per tutte queste ragioni ci attiveremo in concreto con proposte e suggerimenti a beneficio delle comunità da noi amministrate». (p.c.)
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