Maielletta, strada chiusa e prima pioggia di multe

PRETORO. Nuovo assalto alle piste nell’ultimo fino settimana sulla neve della Maielletta. Sebbene non ci sia stata la calca record del weekend precedente, sono stati ancora in tantissimi a scegliere...
PRETORO. Nuovo assalto alle piste nell’ultimo fino settimana sulla neve della Maielletta. Sebbene non ci sia stata la calca record del weekend precedente, sono stati ancora in tantissimi a scegliere Passolanciano Mammarosa, soprattutto nella giornata di ieri quando è scattato il piano anti-ressa voluto dalla prefettura teatina. La scorsa settimana il prefetto Armando Forgione aveva riunito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica con l’obiettivo di affrontare anche il problema dei parcheggi in montagna e aveva invitato il sindaco di Pretoro Diego Giangiulli, chiedendogli di monitorare strettamente la situazione e di controllarla con il personale comunale e della protezione civile.
Giangiulli, pur non disponendo di molto personale, tra vigili urbani e protezione civile, ha messo in campo tutte le forze su cui un piccolo paese come Pretoro può contare. L’obiettivo è stato quello di non trovarsi con il traffico bloccato come è successo nel fine settimana di metà gennaio, quando per fortuna non ci sono stati incidenti e non c’è stato bisogno di ambulanze. Sabato scorso l’affluenza è stata alta, ma non tanto da dover interdire nuovamente la strada che porta alle piste. Ieri, invece, alle 10.30 il sindaco Giangiulli ha deciso di far scattare la chiusura della strada. Come da programma, al riempimento del 75% della capienza totale dei parcheggi, il sindaco ha deciso di intervenire prima che fosse troppo tardi. Più di qualche appassionato dello sci ha deciso, comunque, di non rinunciare alla giornata sulla neve anche di fronte alla strada chiusa, parcheggiando in divieto di sosta sul tratto ancora percorribile, prima del divieto di accesso. Salvo ritrovarsi una multa sul parabrezza al ritorno dalla giornata sugli sci. «Purtroppo», ha detto il sindaco Giangiulli, «di fronte a una situazione che pregiudica le condizioni di sicurezza in montagna, credo che sarò costretto a chiedere l’autorizzazione per far scattare il divieto di sosta con rimozione. A noi non interessano le multe, quanto assicurare la circolazione alle ambulanze in caso di necessità». (a.i.)
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