Malata di Sla, nominato amministratore di sostegno
LANCIANO. È la prima buona notizia che arriva dal tribunale di Lanciano in casa di Sonia (nome di fantasia), malata di Sla da una decina d’anni, dopo mesi di trafile giudiziarie: suo cognato potrà...
LANCIANO. È la prima buona notizia che arriva dal tribunale di Lanciano in casa di Sonia (nome di fantasia), malata di Sla da una decina d’anni, dopo mesi di trafile giudiziarie: suo cognato potrà farle da amministratore di sostegno. La nomina da parte del tribunale è arrivata in questi giorni mettendo fine così, almeno dal punto di vista giudiziario, alle preoccupazioni della donna e della sua famiglia. La storia di Sonia era diventata un caso. La donna, residente in un paese del Medio Sangro, è impossibilita a letto a causa della sua malattia, la sclerosi laterale amiotrofica, ma è perfettamente in grado di intendere e di volere e si esprime tramite un sintetizzatore vocale che traduce le lettere che lei punta con lo sguardo sullo schermo di un computer.
Tuttavia, a causa della sua condizione, Sonia non può seguire faccende legali e burocratiche che la riguardano. Di qui la volontà e il diritto, come prevede la legge 6/2004 per questo tipo di situazioni in cui l’assistito può essere semplicemente aiutato e non sostituito da un tutore, di nominare un amministratore di sostegno. Nomina che tuttavia tardava ad arrivare, nonostante tutti i familiari fossero d’accordo e nonostante si fossero susseguite diverse udienze e audizioni in tribunale per gran parte dei parenti coinvolti. Il ritardo non solo era motivo di apprensione e di angoscia per la donna, ma sembrava di fatto voler limitare la sua capacità di intendere e di volere, anche a seguito di un video in cui la stessa Sonia espressamente dichiara di volere suo cognato come amministratore. Dopo l’ennesima udienza rinviata, invece, la bella notizia: il presidente del tribunale di Lanciano ha nominato provvisoriamente il cognato della signora come suo amministratore mettendo il primo punto fermo in una storia che rischiava di essere l’emblema della lentezza della giustizia. (d.d.l.)
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