Malati di tumore, stop al trasporto
Croce Gialla costretta a sospendere il servizio da aprile per decisione della Asl
LANCIANO. «Con rammarico e dispiacere le comunichiamo che dal 4 aprile siamo costretti ad interrompere il servizio di trasporto di cui lei sta usufruendo per recarsi nelle strutture sanitarie in cui svolge la radioterapia o la chemioterapia». È la lettera che decine di pazienti oncologici frentani stanno ricevendo da parte della Croce Gialla che eroga il servizio. La decisione, imposta dalla Asl e presa a malincuore dalla cooperativa, è l’ennesimo schiaffo in faccia a pazienti fragili, che lottano ogni giorno contro la malattia e non hanno bisogno di altri fardelli sulle spalle. A nulla, quindi, è valso quanto avvenuto lo scorso 25 e 26 novembre, quando si è creato il caos con malati rimasti a piedi, senza trasporto e senza possibilità di fare la radioterapia a Chieti o a Campobasso? Con la Asl costretta a fare retromarcia? A nulla è valsa la risoluzione della V commissione regionale che garantiva il trasporto dei malati oncologici in tutto il territorio regionale, per tutti i pazienti e non solo per quelli già in cura? Vista la lettera che sta arrivando nelle case di decine di malati evidentemente no.
Non vale perché serve una legge regionale che metta nero su bianco le decisioni. Legge che per la Asl non c’è e si sarebbe appellata a questa presunta carenza per negare il servizio. Nella lettera si dice infatti ai pazienti che la risoluzione della V commissione regionale prevedeva l’erogazione del trasporto in osservanza della legge regionale 6 del 2000, ma che a parere della direzione Asl questa non ha valore perché ha perso di efficacia. «Pertanto la Asl», si legge nella lettera che riceveranno anche il commissario Luciano D’Alfonso e l’assessore alla sanità Silvio Paolucci, «ha comunicato in modo formale e definitivo che non intende garantire il trasporto dei pazienti oncologici in quanto le normative regionali non consentirebbero l’erogazione di questo servizio da parte delle aziende sanitarie della regione». E perché mai?
La legge 6 del 2000, che deve essere sì aggiornata, non è mai stata dichiarata incostituzionale quindi perché avrebbe perso di efficacia? Nell’articolo 32 si impone il trasporto e lo imporrebbe anche un obbligo morale. Proprio per andare incontro alle esigenze dei pazienti, per farli organizzare in altro modo, la Croce Gialla presieduta da Antonio De Petra ha inviato la lettera in anticipo di qualche giorno. Ma come si può chiedere a chi non ha nessuno, né mezzi propri, di salire dopo un ciclo di chemio o radioterapia su un autobus per tornare a casa? (t.d.r.)

