Malore appena sveglio: muore a 38 anni

Massimiliano Caruso, odontoiatra, stroncato da infarto. Il sindaco Menna: persona colta e allegra, perdita grandissima
VASTO. Dolore e incredulità a Vasto per la improvvisa scomparsa di Massimiliano Caruso, 38 anni, odontoiatra. L’uomo è stato stroncato ieri mattina da un malore improvviso pochi minuti dopo essersi alzato dal letto. La richiesta di aiuto della compagna che a fine 2017 lo aveva reso padre di una bimba, non è servita a salvargli la vita. Quando pochi minuti dopo la chiamata della donna, sul posto è arrivato il 118, ogni tentativo di rianimazione del professionista è stato vano. Distrutto il padre Mario, ex preside del liceo classico Lucio Valerio Pudente nonchè docente di greco; la madre, Maria Rita Schiavone, insegnante, e il fratello minore Pier Giorgio, 36 anni. «Impossibile accettare che la morte ti porti via un giovane che era la personificazione della vita e della vitalità», hanno detto ieri in lacrime gli amici davanti alla casa alla periferia nord di Vasto in cui abitava.
Tutto è successo in pochi secondi. Massimiliano Caruso si è alzato e ha avvertito un malore. Neppure il tempo di raccontarlo alla moglie e alle persone che in quel momento erano presenti, e si è accasciato. Immediata è partita la chiamata al 118. Gli operatori hanno cercato disperatamente di far risvegliare il cuore dell’odontoiatra. Massaggi manuali e con il defibrillatore non sono serviti: Caruso non ha più riaperto gli occhi. «Eppure non si era mai lamentato, era sempre stato bene in salute mai un problema», scuotono il capo amici e parenti distrutti dal dolore.
Massimiliano Caruso viveva con il mare e per il mare. Amava la vita fra le onde e il suo fisico aveva sempre risposto in modo eccellente alle regole del mare. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, suo ex compagno di scuola non riesce a trattenere le lacrime. «Lo conoscevo da quando aveva 14 anni e io due in più», ricorda il sindaco. «Al liceo era simpaticissimo. Amava tanto lo sport. Il padre Mario è stato il mio professore di greco. La classica persona colta, educata, disponibile e allegra. Non riesco a credere che possa essere andato via così all’improvviso. È terribile. Non ci sono parole per consolare i suoi genitori e il fratello Pier Giorgio», dice Menna. «Era il classico professionista appassionato di sport e vita all’aria aperta, la famiglia. Quanti momenti spensierati con lui al liceo. La sua morte è una perdita grandissima. Una disgrazia che ti lascia senza fiato», conclude il sindaco senza riuscire a trattenere le lacrime.
Tanto il dolore anche nella chiesa dell’Incoronata dove qualche settimana fa Massimiliano aveva battezzato la sua figlioletta. Non è escluso che il trentottenne nei giorni scorsi avesse avuto delle avvisaglie del malore sottovalutando la situazione. Purtroppo, a detta dei medici, capita molto più di frequente di quanto si possa pensare.
La camera ardente è stata allestita nella sua casa all’incrocio fra via Del Porto e la Statale 16. I funerali saranno celebrati oggi pomeriggio nella cattedrale di San Giuseppe.
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