Malore sulla nave, addio a 72 anni al maestro dei musicisti ortonesi

Il comandante in pensione Diodato Iarlori era imbarcato nel Mare del Nord per una consulenza Grande chitarrista, con una delle sue band è stato protagonista anche di tournée in Medio Oriente
ORTONA . Un maestro per generazioni di musicisti, un punto di riferimento nel mondo musicale ortonese (e non solo) degli anni ’60 e ’70, quando le band locali spopolavano in città. È morto all’età di 72 anni il comandante Diodato Iarlori, marittimo in pensione che, per la riconosciuta stima di cui godeva a livello professionale, continuava a prestare servizi di consulenza. Si trovava su una nave nel Mare del Nord quando un improvviso malore non gli ha dato scampo. Il decesso risale ai giorni scorsi, quando si trovava su un mezzo con equipaggio russo: la salma è stata condotta ad Amburgo da dove ci si è attivati per il suo rientro in Italia. I funerali si terranno martedì, alle 10, nella cattedrale di San Tommaso. Lo piangono la moglie Rita, i fratelli Pompeo e Loredana, i figli Alessandro e Fabio. Proprio i figli sono noti in città per il loro lavoro, avendo aperto un pub-birreria Abbey Road. Lo stesso Fabio su Facebook ha pubblicato un post che lo ricorda: «Forse i nostri occhi non guarderanno più lo stesso mare e lo stesso cielo, ma se guardo verso l’infinito trovo sempre il tuo sorriso. Ciao babbo».
Quella di Iarlori è stata una vita trascorsa tra lavoro, passione per la musica e famiglia. Ha lavorato con Micoperi e Saipem e la musica è stata la sua grande passione così come quella dei fratelli. Lui è stato un chitarrista, il fratello Pompeo è un membro della Banda Futurista di Ortona, la sorella Loredana una pianista. Diodato ha fatto parte di diversi gruppi locali tra gli anni ’60-’70, come i Rapaci o i Reali. Con quest’ultima band ha portato la sua musica fino in Medio Oriente, dove è stato protagonista di tournée.
«Per noi appassionati di musica è stato un fratello maggiore», lo ricorda l’amico Arcangelo Altobelli. «Penso a quando a 13 anni stavo esordendo come chitarrista e cantante con un complessino, “I Lords”, un pomeriggio ad un ballo studentesco alla Sala Eden. Ero molto emozionato al punto che le mie mani tremavano sulle corde della chitarra. Lui mi disse “perché tremare quando alle prove sei bravissimo? Ricordati che se stai su un palco è perché sei capace di fare qualcosa e non devi mai aver timore”. Queste sue parole furono per me un insegnamento di vita di cui tengo conto fino ad oggi».
Lo conosceva bene anche l’ex senatore Tommaso Coletti: «Era un amico di infanzia oltre che un grande musicista. Lo ricordo con affetto, una bravissima persona molto legata alla sua città». Gli fa eco l’ex sindaco Vincenzo D’Ottavio, un altro amico di Diodato. «Un vero maestro della chitarra, ha deliziato la nostra gioventù con la sua musica. Mi tornano in mente i momenti da liceale, quando alle feste lui suonava alla Sala Eden. Sempre disponibile, non l’ho visto mai arrabbiato. Un grande lavoratore ed una persona straordinaria».
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