«Maltauro? È un’occasione da sfruttare»

Nuovo ospedale, dieci domande sull’operazione Asl-Regione-privati: così il governatore risponde ai nemici del progetto
CHIETI. Dieci domande a Luciano D'Alfonso. Dieci domande su perché il nuovo ospedale s'ha da fare. «In questi giorni ho letto alcune inesattezze sulla stampa a proposito della realizzazione del nuovo ospedale di Chieti», premette il governatore. «Poiché mi sembra di capire che circolano - in taluni casi strumentalmente - versioni diverse sulla questione, ritengo sia esercizio di giustizia e verità fare il punto della situazione con un decalogo a prova di stupido». Cioè comprensibile anche ai più riottosi che lui definisce "pozzangheristi". Vediamo se li convince.
Perché è necessario costruire un nuovo ospedale?
«Esiste una perizia tecnica del Ctu del Tribunale di Chieti, l’ingegner Enrico De Acetis, che in data 30 luglio 2012 afferma in merito ai corpi di fabbrica C e F (circa 22mila mq sugli 80mila complessivi del presidio ospedaliero): "Le strutture oggetto delle presenti indagini presentano criticità legate alla notevole differenza in negativo tra la resistenza meccanica del calcestruzzo rilevata in opera e quella prevista in sede di progetto". In sintesi, è stato utilizzato cemento impoverito che ha reso insicura la costruzione, soprattutto in caso di un evento sismico».
Non è possibile ricorrere a soluzioni alternative?
«L'adeguamento della struttura attuale costerebbe all'incirca come una costruzione ex novo e produrrebbe un risultato assolutamente inferiore».
Ma è proprio necessario affidarsi a risorse private?
«Nell'ottica della realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero il partenariato pubblico-privato è fondamentale in quanto la Regione - stanti le note difficoltà di bilancio - non dispone delle risorse richieste».
Non le pare che ci sia troppa segretezza sulla vicenda?
«Sin dall'inizio della legislatura ho voluto rendere pubbliche - mettendole sulla mia pagina Facebook - la riunioni, le procedure e le delibere di Giunta relative alla vicenda».
Sì, è vero. Ma rilancio: c'è segretezza sulla consulenza fornita alla Asl teatina dallo studio McDermott Will & Emery?
«La consulenza è stata richiesta dalla Asl 2 ed è un atto interno, assunto nel corso di un'interlocuzione triangolare tra azienda sanitaria, Regione e impresa. Nessuno ha imposto un vincolo di segretezza sulla stessa».
Andiamo al dunque: qual è il costo della concessione dei servizi per la Asl?
«Attualmente la Asl spende 42.319.558 euro all'anno per la gestione dei servizi; con la concessione ne spenderebbe al massimo 50.766.451. Dunque la Asl contribuirebbe con 8.446.893 euro, nell'ipotesi inverosimile che all'esito della gara non si avesse alcun ribasso».
E qual è la durata della concessione?
«Trent'anni».
Ma è possibile dare in concessione i servizi alla società cui è già stata affidata la concessione dei lavori di costruzione della struttura?
«L'articolo 169 del nuovo Codice degli appalti pubblici (D.Lgs. 50/2016) prevede espressamente la possibilità di concludere contratti misti».
Quanto vale la nuova struttura da costruire?
«L'impresa stima i costi di costruzione in 253.284.000 euro».
La convenzione avvantaggia il privato: sì o no?
«Esaminando la situazione da un punto di vista oggettivo, abbiamo da una parte un ospedale con criticità a livello sismico e statico; dall'altra un'associazione di imprese che si offre di costruirne uno nuovo dietro corresponsione di un canone e con l'affidamento trentennale al concessionario di un complesso di servizi a prezzi pari a quelli pagati attualmente dalla Asl, stante la possibilità di un taglio delle competenze del concessionario all'esito della gara d'appalto».
«Dunque gli abruzzesi avrebbero un presidio ospedaliero nuovo, tecnologicamente all’avanguardia, con servizi a costi analoghi a quelli pagati attualmente, mentre l'impresa otterrebbe i suoi ricavi dalla gestione delle attività collaterali».
«Credo che quella proposta dalla Maltauro sia un'opportunità da valutare con attenzione e ritengo che, una volta definiti tutti i dettagli della procedura, la Regione Abruzzo debba sfruttare l'occasione di poter disporre di un ospedale nuovo a costi convenienti, ipotesi impraticabile qualora fossero le casse pubbliche a dover sostenere una spesa del genere. Inoltre va ricordato che l'opera progettata deve essere sottoposta a gara d'appalto internazionale e non è detto che rimanga al raggruppamento proponente. Sarà la competizione pubblica a stabilire le condizioni finali dell'aggiudicazione».
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