Maltempo, danni ingenti Chiesto lo stato di calamità

Istanza in Regione per le colture distrutte a San Leonardo e Villa Rogatti di Ortona Tollo, Canosa e Giuliano Teatino puntano ai risarcimenti per il Venna esondato
ORTONA. I nubifragi di sabato scorso, che hanno causato notevoli problemi, hanno indotto il Comune di Ortona, su iniziativa del sindaco Vincenzo D’Ottavio, dell'assessore ai Lavori pubblici, Domenico De Iure, e del consigliere Alessandro Scarlatto, a chiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Le eccezionali precipitazioni hanno procurato ingenti danni al settore agricolo, che si ripercuoteranno inevitabilmente anche sulla raccolta. La richiesta avanzata da Palazzo di città alla Regione si focalizza in particolare su due aree comunali periferiche, ovvero Villa San Leonardo e parte di Villa Rogatti. Tuttavia è stata l’intera città ad essere segnata dai disagi, tra esondazioni di fiumi e allagamenti vari sia nel centro urbano che in periferia. A tal proposito il locale Movimento Cinque Stelle ha presentato richiesta di informazioni all’ufficio tecnico comunale, al sindaco e all’assessore ai lavori pubblici riguardanti gli allagamenti che hanno interessato sabato pomeriggio via Della Libertà. Nello specifico vorrebbero sapere «se il tipo di asfalto da poco riposizionato è drenante per le acque piovane, e se è stato fatto secondo i moderni crismi». Inoltre domandano se «il Comune dispone di una mappatura dei tombini e caditoie di sua competenza, se abbia adottato un cronoprogramma riscontrabile per la manutenzione straordinaria e la pulizia delle stesse e se, in caso negativo, intenda dotarsene, considerato che molti di questi sono completamente otturati e mancano di manutenzione da svariati anni». Infine i cinque stelle chiedono spiegazioni anche sugli allagamenti della zona del Lido Saraceni.
Ma non è solo il Comune di Ortona ad aver avanzato richiesta di stato di calamità naturale. Lo stesso hanno fatto anche i Comuni di Tollo, Canosa Sannita e Giuliano Teatino. Le difficoltà maggiori per questi tre paesi si sono presentate con la tracimazione del torrente Venna, che ha inondato terreni e creato problemi alla circolazione stradale, dato che è stato necessario chiudere alcuni ponti sommersi dall’acqua. E proprio nelle vicinanze del torrente Venna, nell’omonima contrada di Tollo, fino a qualche tempo fa insistevano i 337 sacchi di rifiuti pericolosi della discarica ex Sogeri, la cui operazione di rimozione si è conclusa lo scorso maggio, grazie ad un contributo regionale per la bonifica del sito di 550mila euro. Se sabato quei sacchi fossero stati ancora lì, il rischio di vedere i rifiuti venire trasportati nel torrente, con tutte le conseguenze del caso, sarebbe stato enorme. È andata bene.
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