Maltratta e picchia i genitori, patteggia un anno e nove mesi

16 Aprile 2021

CHIETI. Ha patteggiato un anno, nove mesi e dieci giorni di reclusione per aver trasformato in un inferno la vita degli anziani genitori. Così, davanti al giudice Andrea Di Berardino, un 50enne di...

CHIETI. Ha patteggiato un anno, nove mesi e dieci giorni di reclusione per aver trasformato in un inferno la vita degli anziani genitori. Così, davanti al giudice Andrea Di Berardino, un 50enne di Chieti, alcolista e assuntore di cocaina, ha chiuso la vicenda giudiziaria che lo ha visto protagonista. In precedenza, l’uomo era stato allontanato dalla casa familiare dopo le indagini della squadra mobile, diretta dal commissario Nicoletta Giuliante. Come disposto in sentenza, la sospensione condizionale della pena scatterà solo nel momento in cui l’imputato parteciperà a un corso di recupero psicologico, della durata di sei mesi, in un centro antiviolenza per maltrattanti.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo, è stata condotta dai poliziotti della seconda sezione, specializzata per i reati contro la persona, e ha permesso di ricostruire maltrattamenti e violenze sia verbali che fisiche andati avanti per oltre un anno e mezzo. Le vittime, anche durante tutto il periodo del lockdown causato dal Covid, per paura e vergogna hanno sempre sopportato le sfuriate del figlio. Ma, nel febbraio scorso, la situazione è diventata insostenibile e sono state costrette a chiedere aiuto alla polizia. La squadra volante, infatti, è intervenuta nell’appartamento dopo una violenta lite nel corso della quale il 50enne ha malmenato entrambi i genitori. L’aggressione ha spinto gli anziani ad abbandonare la propria abitazione e a rifugiarsi da alcuni congiunti che vivono fuori provincia. Dalla successiva denuncia sono venuti fuori altri gravi episodi. In un’occasione, ad esempio, dopo essere tornato a casa, l’indagato ha spinto il padre verso il muro del corridoio strappandogli la camicia. Poi, si è scagliato anche contro la donna: le ha svuotato addosso un’intera bottiglia d’acqua. Ma il crescendo di vessazioni non è finito qui: il 50enne ha distrutto i cellulari dei genitori e, in un’altra circostanza, se l’è presa con la madre tirandole i capelli e colpendola alla testa con un paio di scarpe. Non è la prima volta che l’uomo finisce nei guai per motivi giudiziari. Qualche esempio? L’indagato aveva passato la vigilia dello scorso Natale a sniffare cocaina. Poi, in preda alle allucinazioni, aveva chiesto l’intervento dei carabinieri sostenendo che i ladri avessero fatto irruzione dentro casa. In realtà, nell’appartamento del centro storico di Chieti non era entrato nessuno e la telefonata al 112 si era dimostrata un autogol pazzesco: i militari avevano trovato la droga nell’abitazione e lui si era beccato una doppia denuncia. (g.let.)
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