Maltratta e picchia i genitori, via da casa
Nei guai un uomo di Chieti che prendeva a calci e pugni la madre e il padre, ottantenni e malati
CHIETI. Ha trasformato in un inferno la vita degli anziani genitori. Un inferno fatto di minacce di morte, insulti, calci e pugni. Un 50enne di Chieti, alcolista e assuntore di cocaina, è stato allontanato dalla casa familiare dopo le indagini della squadra mobile, diretta dal commissario Nicoletta Giuliante: non potrà più avvicinarsi alla madre e al padre, entrambi quasi ottantenni e malati. Il provvedimento è stato firmato dal giudice Luca De Ninis su richiesta del sostituto procuratore Lucia Anna Campo.
L’inchiesta è stata condotta dai poliziotti della seconda sezione, specializzati per i reati contro la persona, in particolare quelli commessi ai danni delle fasce deboli, e ha permesso di ricostruire maltrattamenti e violenze sia verbali che fisiche andati avanti per oltre un anno e mezzo. Le vittime, anche durante tutto il periodo del lockdown causato dal Covid, per paura e vergogna hanno sempre sopportato le sfuriate del figlio. Ma, a febbraio scorso, la situazione è diventata insostenibile e sono state costrette a chiedere aiuto alla polizia. La squadra volante, infatti, è intervenuta nell’appartamento dopo una violenta lite nel corso della quale il 50enne ha malmenato entrambi i genitori. L’aggressione ha spinto gli anziani ad abbandonare la propria abitazione e a rifugiarsi da alcuni congiunti che vivono fuori provincia.
Dalla successiva denuncia sono venuti fuori altri gravi episodi. In un’occasione, ad esempio, dopo essere tornato a casa, l’indagato ha spinto il padre verso il muro del corridoio strappandogli la camicia. Poi, si è scagliato anche contro la donna: le ha svuotato addosso un’intera bottiglia d’acqua. Ma il crescendo di vessazioni non è finito qui: il 50enne ha distrutto i cellulari dei genitori e, in un’altra circostanza, se l’è presa con la madre tirandole i capelli e colpendola alla testa con un paio di scarpe. Il giudice, oltre all’allontanamento dalla casa familiare, che a questo punto potrà essere nuovamente abitata dai coniugi, ha disposto il divieto di avvicinamento ai due anziani con l’obbligo di mantenersi a una distanza di almeno 300 metri.
Non è la prima volta che l’uomo finisce nei guai per motivi giudiziari. Qualche esempio? L’indagato aveva passato la vigilia dello scorso Natale a sniffare cocaina. Poi, in preda alle allucinazioni, aveva chiesto l’intervento dei carabinieri sostenendo che i ladri avessero fatto irruzione dentro casa. In realtà, nell’appartamento del centro storico di Chieti non era entrato nessuno e la telefonata al 112 si era dimostrata un autogol pazzesco: i militari avevano trovato la droga nell’abitazione e lui si era beccato una doppia denuncia. (g.let.)

