Maltratta e picchia la compagna davanti ai figli di due e nove anni

17 Luglio 2023

Un 49enne finisce a processo, gli insulti per l’aspetto fisico: «Sei una balena, non ti vuole nessuno» L’imputato piange in aula: «Sono innocente, le immagini da lei presentate sono un fotomontaggio»

CHIETI. «Sei una balena», e giù botte, anche di fronte ai figli di due e nove anni. Un quarantanovenne è finito sotto processo davanti al tribunale di Chieti: deve rispondere di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violenza privata nei confronti della compagna di nove anni più giovane.
GLI INSULTI
In base alla ricostruzione della procura (il titolare del fascicolo è il pm Marika Ponziani), non si contano le frasi offensive pronunciate dall’imputato nel corso delle liti con la donna: «Sei una fallita», «mi fai schifo», «sei una morta di fame», «non ti vuole più nessuno». Non sono mancati neppure insulti dovuti all’aspetto fisico. «Sei una balena», gridava l’uomo che, in più occasioni, ha alzato le mani sulla madre dei suoi figli.
LE AGGRESSIONI
Secondo le carte dell’inchiesta, il quarantanovenne ha aggredito la vittima afferrandola per il collo, spintonandola e riempiendola di calci e schiaffi. Come se non bastasse, in alcune circostanze le ha scagliato contro alcuni oggetti. A dimostrarlo, dice sempre l’accusa, ci sono anche lividi sul corpo. Momenti d’ira «dovuti a futili motivi», è precisato sul capo d’imputazione, che in casa si ripetevano di continuo.
IL TELEFONO ROTTO
La donna ha provato a immortalare la scena con il suo telefonino. Ma il video non è stato portato a termine perché l’uomo le ha strappato di mano il cellulare, buttandolo poi per terra e mandandolo in frantumi. Calci, schiaffi, strattoni e altri episodi di maltrattamento sono avvenuti anche in presenza dei figli della coppia, un bimbo di due anni e una bimba di nove. A un certo punto, però, la vittima ha detto basta e ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri.
IL RACCONTO IN AULA
Nei giorni scorsi, nel corso del processo, il quarantanovenne ha fornito la sua versione dei fatti davanti al giudice Giulia Colangeli. In aula c’era anche la vittima. Tra le lacrime, l’uomo ha respinto le accuse, come quella di aver aggredito la donna facendole un occhio nero. «Quello è un fotomontaggio», ha ripetuto l’imputato, «io sono un uomo onesto, un grande lavoratore». Non solo: ha accusato la donna di averlo provocato con frasi del tipo: «Sei un vecchietto». Attualmente l’imputato è sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla moglie, mentre può di nuovo vedere i figli, anche se alla presenza degli assistenti sociali. Si torna in aula il 18 ottobre per ascoltare altri testimoni, poi ci sarà la sentenza.
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