Maltratta la moglie, allontanato

Uomo colpito dalla misura cautelare ma per una concessione del Gip ora vive a due passi dalla donna
CHIETI. Sarebbe stata maltrattata dal marito che avrebbe avuto comportamenti autoritari e aggressivi, da padre-padrone anche nei confronti del figlio maggiore (minorenne). Ma la donna, 35 anni, di Chieti, ora è costretta comunque a vivere nella paura, perché il marito, sia pur colpito da un divieto di avvicinamento e con il quale è in atto una procedura di separazione legale, abita a due passi da lei, nel palazzo attiguo. L’uomo è stato colpito da un divieto di avvicinamento dopo che la donna lo aveva denunciato per comportamenti ormai non più sopportabili. Il procuratore capo Pietro Mennini, aveva chiesto ottenuto dal Gip la misura cautelare. Ma quando i poliziotti gli hanno notificato il provvedimento, nel quale comunque non c’era scritto a quale distanza avrebbe dovuto stare dalla moglie, l’uomo ha eccepito che non sapeva dove andare. Così al Gip, Luca De Ninis, ha fatto una ulteriore richiesta di poter rientrare nella casa coniugale, considerato che la moglie non vi abitava più in quanto trasferitasi con i figli dalla madre. Una concessione fatta dal giudice che però non è affatto piaciuta alla donna, che ora abita dalla madre con i figli, in una casa che si trova a due passi da quella coniugale dove ora dimora il marito. Del quale lei prova ancora paura.
I fatti risalgono a qualche tempo fa, quando la moglieche da 20 anni avrebbe sopportato il comportamento autoritario del marito, alla fine, si decide di rivolgersi al Centro antiviolenza di Chieti della cooperativa Alfa.
Assunta in una cooperativa di pulizie che lavora in ospedale, la donna racconta che da venti anni subisce il marito nelle sue manifestazioni aggressive, ingiuriose e con lei il figlio più grande. Non ha mai pensato di denunciarlo perché ha sempre avuto paura. Le operatrici del centro antiviolenza l’hanno convinta a mettere nero su bianco e a liberarsi, una volta per tutte, di un uomo che le rendeva la vita impossibile. Così si rivolge alla squadra mobile dove i poliziotti della II sezione l’ispettore capo Fabrizio Purgatori e l’ispettore Nicola Di Nicola, incominciano a investigare sul caso. A coordinare le indagini il procuratore capo Mennini che per l’indagato richiede la misura cautelare di non avvicinamento alla moglie istanza esaudita dal giudice.
Nel frattempo la moglie comunque con la paura di vivere da sola e essere oggetto di ritorsioni da parte del marito, si è trasferita con i propri figli dalla madre. Il marito, sembra senza un lavoro fisso e che ai poliziotti che gli avevano notificato la misura cautelare aveva detto di non avere un tetto sotto cui ripararsi, ha colto la palla al balzo e chiesto di poter tornare nella casa coniugale. A due passi dalla suocera. Ma ora la donna ha paura, più che mai. Sembra che, di recente sia svenuta, quando ha visto il marito che si stava avvicinando al figlio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

