Maltratta la moglie, il giudice lo allontana

Il 44enne, accecato dalla gelosia, la seguiva anche sul posto di lavoro e la minacciava davanti ai figli
CHIETI. La minacciava di morte anche davanti ai figli piccoli. «Ti rovinerò la vita», le ripeteva in continuazione. E poi, accecato dalla gelosia, la seguiva anche sul posto di lavoro perché temeva di essere tradito. Ma adesso un teatino di 44 anni, indagato per maltrattamenti e con precedenti di polizia, non potrà più avvicinarsi alla moglie di otto anni più giovane, dalla quale si sta separando: nei suoi confronti il giudice Luca De Ninis, su richiesta del procuratore Lucia Anna Campo, ha firmato l’ordinanza che dispone l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla donna. A occuparsi delle indagini sono stati i poliziotti della squadra mobile di Chieti, coordinati dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio e dal commissario Nicoletta Giuliante.
In un primo momento, la vittima si era rivolta a un centro antiviolenza della città; poi, però, si è convinta a formalizzare una denuncia negli uffici della questura teatina. Gli accertamenti della seconda sezione della Mobile, specializzata per i reati contro la persona, in particolare quelli commessi in danno di minori e fasce deboli, ha permesso di ricostruire tutte le vessazioni raccontate dalla 36enne. L’accusa parla di frequenti scatti d’ira, quotidiane aggressioni verbali, continui episodi di denigrazione e minacce anche in presenza dei figli minori della coppia. Senza considerare la valanga di insulti irripetibili. «Alla base di questi comportamenti», ricostruiscono sempre gli investigatori, «ci sarebbe stata l’ossessiva gelosia dell’uomo che non ha accettato la fine del rapporto coniugale. Gli episodi, seppur ricorrenti già a partire dal 2020, si sono intensificati durante gli ultimi mesi». A tal punto che, davanti ai poliziotti, la donna si è sfogata: «Ho timore per la mia incolumità. Quando lui è in casa, mi rinchiudo in camera da letto insieme ai miei bimbi e ho paura anche solo a uscire dalla stanza». Da qui, il provvedimento del giudice. (g.let.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

