Maltratta moglie e 5 figli: arrestato

2 Ottobre 2021

Villalfonsina. In carcere un bracciante 42enne: minacce di morte e aggressioni

VILLALFONSINA. Maltrattamenti alla moglie e ai cinque figli. È finito in carcere su disposizione del gip del Tribunale di Vasto, E.P., 42enne bracciante agricolo di origini albanesi da anni residente a Villalfonsina. L'uomo aveva reso la vita dei familiari un inferno, anche a causa della sua dipendenza dall’alcol. I carabinieri della stazione di Casalbordino hanno bussato alla sua porta giovedì sera. Il giudice ha disposto la custodia cautelare su richiesta della Procura della Repubblica. «La misura cautelare», annotano i carabinieri, «racconta quanto grave sia stato ritenuto il quadro accusatorio nei confronti dell’uomo».
La triste vicenda familiare è stata portata all’attenzione della Procura di Vasto dai carabinieri della stazione di Casalbordino costretti ad intervenire in difesa della moglie e dei figli di E.P. diverse volte. L'ultima solo un paio di settimane fa. Quel giorno la vittima ha avuto il coraggio di raccontare ai militari il clima di violenze in cui vivevano oramai da anni lei ed i suoi figli. «La donna», spiegano i carabinieri, «ha raccontato che il marito quando è in preda ai fumi dell’alcol, che assume in continuazione, perde il controllo di sé e diventa violento, danneggia gli arredi della loro casa, si scaglia contro di lei e i figli con ingiurie e gravi minacce di morte e in più di un’occasione quelle minacce sono diventate aggressioni fisiche dirette, tanto da costringerla a rifugiarsi con i figli dal fratello per sfuggire all’ira incontrollata quanto immotivata del capofamiglia».
A detta degli investigatori gli episodi sono tra l’altro avvenuti anche davanti agli stessi militari. I carabinieri chiamati più di una volta dalla moglie di E.P. ogni volta hanno faticato per far calmare l’uomo ed attendere che, dissolti i fumi dell’alcol, tornasse tranquillo. Familiari e vicini di casa hanno confermato la grave situazione.
La Procura ha così deciso di far scattare il codice rosso, procedura che tutela le donne e i soggetti deboli che subiscono violenze e nello specifico maltrattamenti, ricalcando il modello sanitario dei pronto soccorso dove per le persone infortunate che necessitano di un intervento immediato, viene attribuito un codice a colori con il rosso che è, appunto, quello più grave. (p.c.)
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