Maltratta moglie e figli Il gip lo allontana da casa

Cupello, provvedimento del tribunale di Vasto per un trentenne marocchino Avrebbe costretto i familiari a seguire abbigliamento e stile di vita rigidi
CUPELLO. Stalking fra le mura domestiche. È stata disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vasto, su richiesta del procuratore capo Giampiero Di Florio, la misura cautelare del divieto assoluto di avere contatti personali e telefonici con moglie e figli, oltre che di avvicinarsi agli stessi ed ai luoghi da loro abitualmente frequentati. La disposizione è stata adottata nei confronti di K.A., trentenne di origine marocchina residente a Cupello. All’uomo è stato ordinato di non avvicinarsi ai suoi stretti congiunti.
La vicenda è l’epilogo di un travagliato menage che ha mandato la moglie in crisi. «Tutto è cominciato quando la mia cliente, A.J., moglie del trentenne, esasperata dai maltrattamenti che da anni continuava a subire, si è rivolta ai carabinieri di Cupello», spiega il legale della donna, l’avvocato Walter Pracilio. La donna ha chiesto aiuto e i carabinieri l’hanno aiutata. «Mio marito pretende sia da me che dai nostri figli un abbigliamento e uno stile di vita conforme alle tradizioni marocchine più rigide, ma qui siamo in Italia e noi non ce la sentiamo. Sono stata costretta a denunciarlo, poiché tutti in famiglia vivevamo e viviamo ancora in un clima di costante paura a causa dei suoi maltrattamenti. Abbiamo fiducia nella giustizia italiana e speriamo che le forze dell’ordine possano tutelarci, perché siamo davvero esasperati da questa situazione», ha raccontato la donna. Per l’avvocato l’intervento della magistratura è stato provvidenziale.
«Troppi sono stati negli ultimi anni gli episodi di violenza che hanno vittimizzato le donne e le categorie più vulnerabili, per poter sottovalutare questa vicenda. Per cui, se le esigenze cautelari che hanno indotto il Gip a disporre la misura sono sussistenti, e se la misura è idonea a scongiurare la reiterazione di un reato ed a tutelare le vittime, è giusto che sia stata applicata», afferma il legale.
Nel Vastese è il secondo caso di allontanamento obbligatorio in una settimana. A fine luglio il giudice Italo Radoccia ha ordinato ad un 38enne di Vasto di allontanarsi dalla provincia di Chieti stando lontano dalla ex compagna e dal loro figlio. Qualora le disposizioni dei giudici vastesi non venissero rispettate, i denunciati rischiano di finire in cella. Sia la Procura che i magistrati del tribunale vastese sono molto sensibili al problema ed hanno deciso di usare con gli stalker il pugno di ferro.
Paola Calvano
©RIPRODUZIONE RISERVATA

