Maltrattava i quattro figli Pena ridotta in appello

6 Febbraio 2015

Papà di Atessa da quattro anni condannato a 3 anni e 3 mesi di reclusione Col decreto “svuota carceri”potrebbe usufruire di misure diverse alla detenzione

ATESSA. É stata ridotta in appello la condanna per il papà di Atessa, accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti dei quattro figli minorenni. Il 36enne era stato condannato in primo grado, lo scorso settembre, dal tribunale di Lanciano a 4 anni di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici. Mercoledì sera la Corte d’appello dell’Aquila ha riformato la sentenza, riducendo la pena a 3 anni e 3 mesi. La difesa, rappresentata dall’avvocato Antonella Marchetti, ha basato i motivi dell’appello su alcuni punti: erronea ricostruzione degli episodi, il fatto che le principali fonti di prova fossero i due figli maggiori dell’uomo, bambini con patologie (in particolare, secondo la difesa, si sarebbe dovuto valutare con maggiore cautela l’esito dell’incidente probatorio, ovvero l’audizione dei due minorenni), e l’eccessiva quantificazione della pena basata su fatti contestati in più capi d’accusa. Considerati i dieci mesi già trascorsi in carcere – l’uomo è detenuto a Villa Stanazzo dall’aprile del 2014- gli restano da scontare poco più di due anni. E, in base al decreto “svuota carceri”, potrebbe avvalersi di formule alternative alla detenzione in un istituto penitenziario. Quello che chiederà il suo legale, oltre a presentare istanza di scarcerazione per il suo assistito. In primo grado la richiesta era stata respinta poiché non era disponibile una struttura pronta ad accogliere l’uomo, che soffre di sindrome depressiva. Il 36enne, padre di quattro figli tra i 3 e gli 11 anni, era stato arrestato dopo che dai racconti dei figli più grandi era emerso uno spaccato di vita familiare sconcertante.

Le indagini, condotte dalla polizia di Lanciano, avevano accertato maltrattamenti e lesioni verso la moglie e i bambini, feriti anche con armi da taglio e costretti a vedere film porno (episodio accaduto una sola volta).

La famiglia, inoltre, viveva in condizioni igienico-sanitarie precarie, tra escrementi e panni sporchi. All’uomo il tribunale dei minori ha sospeso la patria potestà. Da mesi i bambini vivono in una struttura protetta, in un paesino del Medio-Sangro, e vedono la madre una volta ogni due settimane con incontri protetti. A gennaio, davanti al tribunale dei minori, si è aperto il procedimento per la dichiarazione di adottabilità dei quattro fratellini.

La riforma della sentenza per il papà adesso potrebbe rimescolare le carte. Difficile, se non impossibile, che i bambini possano tornare con il genitore, ma potrebbero essere affidati a parenti e rimanere in contatto con il padre e la madre, invece di essere separati e affidati ad altre famiglie.

Nella prossima udienza saranno ascoltati gli zii.

Stefania Sorge

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