Mamma morta, automobilista indagato

4 Febbraio 2020

Sotto accusa il 39enne alla guida della Fiat 500L che si è schiantata sul pick up in cui viaggiavano Alessia di Febo e il marito

CHIETI. È accusato di omicidio stradale l’automobilista rimasto coinvolto nell’incidente di San Martino sulla Marrucina in cui è morta Alessia di Febbo, 42 anni, imprenditrice di Orsogna, madre di due bambini. R.F. (39), di Rapino, è stato iscritto sul registro degli indagati dal pm Marika Ponziani: si tratta di un atto dovuto in vista dell’autopsia che verrà eseguita oggi dal medico legale Marco Piattelli. Sabato scorso, insieme al marito Roberto D’Angelo (43), Alessia stava percorrendo la statale 81 per andare a ritirare i mobili per la cameretta dei figli: Anna Sofia, quattro anni, e Giuseppe, undici. Ma sul pick up che la coppia si era fatta prestare da un amico è piombata all’improvviso la Fiat 500L guidata da R.F.: la donna è stata sbalzata sull’asfalto ed è deceduta sul colpo; il marito, che era al volante, è rimasto ferito in modo non grave. Anche il 39enne e la figlia di tre anni che era in auto con lui sono stati trasportati in pronto soccorso per essere medicati.
LA TRAGEDIA. Sabato, intorno a ora di pranzo, Roberto e Alessia invitano una coppia di amici nella loro casa di Orsogna, in corso Trento e Trieste, accanto alla caserma dei carabinieri: mangiano insieme, poi iniziano a preparare la cameretta per accogliere i mobili nuovi, già prenotati all’Ikea di Sambuceto. Nel primo pomeriggio, salutano gli ospiti dandosi appuntamento per cena. «Noi andiamo a ritirare i mobili, poi stasera ci vediamo per una pizza», dicono Roberto e Alessia, prima di lasciare i figli dalla nonna e salire sul Mitsubishi L20 prestato dall’amico. La tragedia si consuma prima delle 16. La Fiat 500L guidata da R.F., che viaggia verso Guardiagrele, invade la corsia opposta: lo schianto frontale è terribile. Il pick up, come una scheggia impazzita, finisce contro la cunetta, rimanendo in bilico sul guardrail. Per Alessia non c’è niente da fare: sbalzata fuori dall’abitacolo, muore all’istante. A ricostruire la dinamica dell’incidente sono i carabinieri della stazione di Casacanditella e del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, coordinati dalla tenente Maria Di Lena.
L’INCHIESTA. Nell’inchiesta aperta dalla procura risultano come persone offese il marito di Alessia, il padre Antonio e la madre Anna Maria. L’indagato è difeso dall’avvocato Vittorio Supino, mentre la famiglia della vittima è assistita dall’avvocato Arabella Tenaglia.
L’ADDIO. Oggi pomeriggio, al termine dell’autopsia prevista all’obitorio dell’ospedale di Chieti, verranno fissati i funerali che si celebreranno nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, a Ortona, la città d’origine di Alessia. Ma sarà lutto anche a Orsogna, il paese dove la donna si era trasferita dopo il matrimonio e in cui aveva avviato un’impresa agricola. Un’azienda che lei, laureata in Giurisprudenza, portava avanti con entusiasmo. Prima di quel maledetto schianto sulla statale 81.
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