Mamma morta nello schianto: automobilista patteggia 18 mesi

Le telecamere di un’azienda di San Martino sulla Marrucina hanno ripreso tutte le fasi dell’incidente: un 41enne ha invaso la corsia opposta ed è finito contro il pick up guidato dal marito della vittima
CHIETI. Un anno e mezzo di reclusione con la sospensione della pena. È la condanna patteggiata da R.F., 41 anni di Rapino, per l’omicidio stradale di Alessia di Febbo, 42 anni, imprenditrice di Orsogna e madre di due figli di 4 e 11 anni. Il procedimento penale relativo allo schianto avvenuto il 2 febbraio del 2020 a San Martino sulla Marrucina, sulla statale 81 Piceno Aprutina, si è chiuso davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Chieti Andrea Di Berardino. Per il 41enne, difeso dall’avvocato Vittiorio Supino, è stata anche disposta la sospensione della patente di guida per 2 anni e 8 mesi. I parenti della vittima sono stati risarciti dalla compagnia assicurativa.
LE TELECAMERE
Quel giorno di due anni fa, le telecamere di un’azienda hanno ripreso tutto: la Fiat 500 L invade la corsia opposta e si schianta contro il pick up Mitsubishi che, come una scheggia impazzita, finisce prima sulla cunetta e poi rimane in bilico sul guardrail. L’automobilista, che viaggiava con direzione di marcia Chieti-Guardiagrele insieme alla figlia di tre anni, è accusato di aver violato «le norme sulla circolazione stradale che obbligano a non circolare contromano e a conservare il controllo dei veicoli nei tratti in curva», riassume il pm Marika Ponziani nel capo d’imputazione. Più nel dettaglio, R.F. ha invaso la corsia opposta ed è finito sul pick up sul quale viaggiavano l’avvocato Roberto D’Angelo, alla guida, e la moglie Alessia di Febbo, seduta accanto. Per la donna non c’è stato niente da fare: sbalzata fuori dall’abitacolo, è morta all’istante. D’Angelo, che è finito in codice rosso all’ospedale di Pescara con un trauma cranico, non ha perso mai conoscenza e ha riportato lesioni giudicate guaribili in un mese. Sono rimasti lievemente feriti anche R.F. e la figlia (otto giorni di prognosi). Ad occuparsi delle indagini sono stati i carabinieri della stazione di Casacanditella, competenti per territorio. Le immagini delle telecamere non lasciano spazio a dubbi sulla dinamica dell’incidente, peraltro già apparsa chiara dai primi rilievi.
IL DOLORE
Quel maledetto sabato pomeriggio d’inverno, Alessia e il marito stavano andando a ritirare i mobili per la cameretta dei bambini all’Ikea di Sambuceto: la coppia si era fatta prestare il pick up da un amico. Coraggiosa e determinata, capace di dedicarsi totalmente ai figli ma anche di portare avanti un lavoro impegnativo, Alessia viveva una vita piena di gioia. La passione fortissima per la natura l’aveva spinta ad assumere la guida dell’azienda agricola di famiglia nonostante una laurea in Giurisprudenza.
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