Mamma ruba col bimbo nel passeggino

Chieti, donna di 36 anni sorpresa in un negozio a nascondere macchine fotografiche e abiti nel carrozzino: a processo per furto
CHIETI. Ruba al supermercato e nasconde tutto sul passeggino dove è seduto il suo bimbo di 7 mesi. I furti nei negozi sono all’ordine del giorno. Ma il campionario è vario e non mancano, nell’orchestrare le furberie per sfuggire ai controlli, guizzi di originalità. Come nel caso di Silvia D., la madre di 36 anni finita sotto processo dopo aver utilizzato come una sorta di scudo i tre figli con annesso carrozzino. Adesso la donna, difesa dall’avvocato Antonello Remigio, è imputata con l’accusa di furto aggravato davanti al giudice monocratico del tribunale di Chieti Chiara Di Gerio.
La vicenda risale a quattro anni fa, ma la sentenza di primo grado deve essere ancora pronunciata. È una sera di metà marzo quando Silvia, accompagnata dai suoi bambini di 7 mesi e di 10 e 12 anni, va a fare la spesa all’Ipercoop di Sambuceto. Prima raggiunge l’area multimedia: dai banconi prende un rasoio elettrico, due macchinette fotografiche usa e getta e due calcolatrici. Dopo aver rotto le confezioni, infila la merce nella sua borsa. A quel punto Silvia passa al reparto abbigliamento e ruba vestitini da bambini. Stacca le placche antitaccheggio e mette tutto nella rete portaoggetti del passeggino su cui trasporta il figlio più piccolo. Sul carrozzino nasconde anche un astuccio per cancelleria e una scatola di penne. Dopo aver arraffato un malloppo da 287 euro e 66 centesimi, la ladra va alla cassa, paga solo un pigiama da bambino ed esce dal supermercato. Quando pensa di averla fatta franca, ecco la sorpresa: viene bloccata dall’addetto alla vigilanza che, nei minuti precedenti, si era insospettito per i movimenti della donna e l’aveva seguita mentre lei faceva shopping gratis.
«È vero, ho rubato», ammette la 36enne che riconsegna la refurtiva e prova a limitare i danni. Ma non è sufficiente per evitare guai giudiziari. La guardia giurata telefona infatti al 112 e sul posto, nel giro di pochi minuti, arriva una pattuglia dei carabinieri della stazione di Sambuceto. Così Silvia viene denunciata per furto. Scatta anche l’aggravante per «aver commesso il fatto con violenza sulle cose, consistita nel rompere le confezioni di alcuni degli articoli sottratti e nello staccare da altri le placche antitaccheggio». E ora la mamma ladra, codice penale alla mano, rischia una condanna da due a 6 anni di reclusione e una multa da 927 a 1.500 euro. Prossima udienza a ottobre del 2019.

