Manca ancora il numero legale: salta la riunione dei capigruppo

14 Dicembre 2023

Slitta la convocazione dell’assemblea per dare il via libera ai lavori contro le frane in via Arenazze Insorge l’opposizione: «La coalizione di Ferrara pensa solo ai posti liberi da occupare in giunta»

CHIETI. Ancora un rinvio per i lavori di consolidamento idrogeologico in via Arenazze, una delle zone del Colle messa più a rischio dalle frane. Dopo il consiglio comunale di lunedì, arriva un altro rinvio per la variazione di bilancio che serve finanziare i lavori, stavolta ancor prima di portare il provvedimento in aula. Non un bello spot per la maggioranza del sindaco Diego Ferrara, che non è riuscita a garantire il numero legale nella riunione dei capigruppo ieri mattina, che doveva fissare la convocazione dell’assemblea civica.
Un flop che scatena l’ira della minoranza consiliare. «Collezionisti di fallimenti»: così bollano Ferrara e il presidente dell’assemblea Luigi Febo i rappresentanti di opposizione. «In questi giorni è sotto gli occhi di tutti quello che dall’inizio della consiliatura stiamo sostenendo: il presidente Febo non è assolutamente in grado di assolvere al compito affidatogli»: così scrivono in una nota i consiglieri Carla Di Biase, Serena Pompilio, Mario Colantonio, Mario De Lio, Maurizio Costa, Giampiero Riccardo, Bruno Di Iorio e Damiano Zappone. «Prima lunedì sera in consiglio e poi in conferenza dei capigruppo, è venuto meno il numero legale per l’assenza di esponenti della maggioranza, ormai finita, di Ferrara. Le attività dell’assise civica», accusa la minoranza, «sono paralizzate per via della incapacità del presidente di organizzarne i lavori e per l’altissimo livello di litigiosità di una maggioranza i cui esponenti hanno un unico scopo: arrivare alle sedie lasciate vuote in giunta. Nulla importa della mancata adozione del provvedimento per i lavori di via Arenazze e ancor meno della approvazione non perfezionata della nuova convenzione con la Provincia per il progetto di manutenzione degli impianti termici tramite la Ops. A ciò va aggiunto il disagio arrecato agli uffici che continuamente debbono riprogrammare riunioni e rimodulare atti per la inadeguatezza degli amministratori attuali. Del loro destino e dei loro assetti interni poco ci importa e poco interessa anche ai teatini», conclude l’opposizione, «facessero tutto ciò altrove però, liberando la città da questa morsa asfissiante».
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