«Manca il piano dei costi sul tram treno»

Dubbi sull’utilità del progetto per la città. Paolucci: non c’è programmazione seria sulla mobilità
LANCIANO. A quanto ammontano i costi di adeguamento dell’ex tracciato ferroviario che dovrebbe ospitare il futuro tram di superficie? Quanto costerà l’acquisto dei motori, l’elettrificazione delle linee e quanti saranno i costi di esercizio a chilometro? Ancora, quando è stato previsto il punto di pareggio del progetto, ovvero il momento in cui i ricavi totali (garantiti attraverso il pagamento di un biglietto) saranno uguali ai costi? Sono alcune delle domande che scaturiscono all’indomani della conferma, da parte del consigliere regionale delegato ai trasporti, Camillo D’Alessandro, che il tram sulla parte lancianese del tracciato dismesso della Sangritana si farà. È stata già predisposta la progettazione definitiva per la riattivazione del binario e sono già a disposizione 3 milioni di euro. Ma sono tanti ancora i nodi da sciogliere. Primo fra tutti quanto sia davvero necessario il tram in una cittadina di poco più di 35mila abitanti. Il mezzo collegherebbe, tramite due convogli, le zone di Marcianese e Santa Rita, ai poli opposti della città, passando per il centro e per una serie di punti nodali (scuole, stadio e centri commerciali). Ma quanti sono i lancianesi che prendono i mezzi pubblici? E come sarà possibile per un residente di via Sabino, nel quartiere Santa Rita, andare a prendere il tram nella stazione di via Bergamo? Ci saranno navette su gomma e, se sì, quanto costeranno? «Il sole d’agosto pre-elettorale dà alla testa», commenta ironica Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in azione, «piovono soldi su Lanciano come fossero coriandoli. Si parla di tram treno senza un piano serio della mobilità urbana. Senza un piano finanziario che preveda costi e benefici. E se ne parla semplicemente perché il sindaco Pupillo fa finte minacce di pista ciclabile su un’area che non è di proprietà comunale. Praticamente le beghe interne del Pd, tra le diverse fazioni, le deve pagare un territorio che sta già pagando a caro prezzo l’incapacità amministrativa. E ora Arielli vuole comandare a Lanciano, storia già nota. E questa la chiamano mobilità sostenibile?». «Ben venga un progetto importante per la città, ma bisogna programmare la mobilità di Lanciano all’interno del suo comprensorio per i prossimi 50 anni», interviene anche Antonello Di Campli Finore, coordinatore di Ali, «i progetti calati sul nulla servono solo a sperperare soldi pubblici».
Daria De Laurentiis

