Manca l’acqua, a rischio la fornitura per le aziende

La carenza di pioggia riduce le riserve, si abbassa il livello della diga di Chiauci Menna si appella al Consorzio di bonifica. Modesti: quasi finiti i lavori all’invaso
VASTO. La mancanza di pioggia riduce le riserve idriche nel Vastese. Anche il livello nella diga di Chiauci, da dove viene presa l’acqua per uso irriguo e industriale, è sempre più basso. Nelle prossime settimane, se non dovesse piovere, si potrebbero rischiare difficoltà nell’approvvigionamento di acqua per l’irrigazione e per le esigenze industriali del polo di San Salvo.
Alla Pilkington, un’industria che per produrre lastre di vetro ha bisogno di tantissima acqua, si è sempre riusciti a trovare soluzioni per evitare di restare a secco. In altre aziende di Piana Sant’Angelo, però, ai danni prodotti dall’emergenza Covid si rischia di aggiungere quelli derivanti dall’emergenza idrica. Il colosso vetrario internazionale già nel 2017 sopportò una grave crisi dovuta alla carenza di acqua e la affrontò e superò con le “acque di riuso”: l’industria evitò di ritirare le quantità di acque necessarie ai processi di produzione provenienti dal fiume Trigno e utilizzò le acque di recupero in arrivo dall’Arap Servizi. In ogni caso la multinazionale non si fa mai sorprendere dalle emergenze. Sono le piccole e medie aziende, sia di San Salvo che di Vasto, che rischiano di più a causa della siccità.
Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, dopo l’allarme lanciato dal primo cittadino di San Salvo Tiziana Magnacca, ha chiamato il Consorzio di bonifica sud per verificare le condizioni idriche della diga di Chiauci. Per Menna, l’auspicio è che si arrivi alla conclusione dell’opera faraonica il prima possibile. Nel frattempo, il primo cittadino ritiene che sarebbe necessario convocare un tavolo tecnico per fare il punto della situazione.
Il commissario dell’ente di bonifica, Michele Modesti, tranquillizza tutti e assicura: «Con l’attuale riserva idrica dell’invaso di Chiauci è garantita l’acqua per tutto il mese di agosto», dice Modesti. «L’invaso si riempie con le acque piovane e, purtroppo, in questi mesi è piovuto pochissimo. Confidiamo nell’arrivo delle piogge. Nel frattempo, stiamo lavorando per riuscire a concludere in autunno i lavori che permetteranno di portare la quantità di acqua della diga da 4 a 7 milioni di metri cubi. Nonostante le difficoltà gestionali, il Consorzio è impegnato nell’attuazione dei progetti previsti. L’obiettivo è arrivare al collaudo finale», dice Modesti.
La diga di Chiauci è nata per soddisfare il fabbisogno irriguo e industriale del territorio di San Salvo, la cui gestione è affidata all’Arap. La diga non c’entra nulla con le inefficienze della rete di distribuzione della Sasi né con la carenza di acqua potabile. L’acqua accumulata finora è bastata. Non resta che sperare che, con l’arrivo di settembre, il sole lasci spazio almeno per qualche giorno a nuvole cariche di pioggia.

