Manca l’acqua, agricoltura in ginocchio

L’allarme lanciato da Eurortofrutticola, la cooperativa con 800 consorziati: «Situazione gravissima, il futuro fa paura»
VASTO. Intere produzioni di frutta e ortaggi a rischio e un brusco calo di posti di lavoro. È il risultato della prolungata siccità che sta mettendo in ginocchio il territorio. Se l’industria e il turismo soffrono, non sta meglio l’agricoltura. «La situazione è gravissima», conferma il presidente della cooperativa Eurortofrutticola del Trigno, Nicolino Torricella. «Gli 800 consorziati sono seriamente preoccupati. La campagna olivicola è già compromessa dall’assoluta mancanza di precipitazioni. La siccità sta danneggiando anche la produzione 2021 di carciofi. Gli operatori sono costretti a bagnare i campi con l’acqua raccolta in botti. Per non parlare degli ortaggi. Nonostante il lockdown, l’agricoltura ha continuato a lavorare riuscendo con la propria produzione a soddisfare le esigenze locali. Il futuro ci fa paura. È assolutamente necessario ultimare la diga di Chiauci», afferma Torricella.
Da qualche giorno, infatti, l’erogazione idrica nelle campagne sansalvesi è stata sospesa. La poca acqua a disposizione del territorio va distribuita prima ai cittadini e alle aziende. La diga di Chiauci, in assenza di precipitazioni, si è praticamente svuotata: la soluzione non sarà rapida, né tanto facile da trovare. Se gli 800 consorziati dell’Eurortofrutticola sono preoccupati, ci sono altrettanti operatori agricoltori non consorziati che sono disperati. La mancanza di acqua che prima arrivava dal consorzio di bonifica sta danneggiando la produzione ancora in atto di pomodori, meloni e ortaggi vari. Gli agricoltori hanno chiesto aiuto alle associazioni di categoria. Gli orti invernali, qualora la pioggia dovesse ritardare ancora, non daranno frutti. La Coldiretti, così come la Cia, stanno monitorando il territorio raccogliendo ovunque la preoccupazione degli imprenditori agricoli. Dai cereali alla frutticoltura, è a rischio l'intera produzione dell’autunno 2020 e della primavera 2021. Il caldo anomalo che va avanti da mesi avrebbe, paradossalmente, avuto bisogno di maggiori quantità di acqua: gli esperti parlano della più grave crisi di siccità degli ultimi 60 anni. Il problema è destinato ad aggravarsi qualora non dovessero arrivare lunghe giornate di pioggia. Al momento la poca acqua a disposizione nel Vastese viene distribuita alle aziende per evitare che si blocchi la produzione industriale. I sindaci di Vasto e San Salvo, Francesco Menna e Tiziana Magnacca, hanno chiesto e ottenuto dal prefetto di Chieti, Armando Forgione, il coordinamento di una cabina di regia. «Confidiamo anche nel ministero della Politiche agricole», dicono gli agricoltori, «e in tutte le autorità preposte. Occorre il riconoscimento dello stato di calamità naturale».

