Manca l’acqua, settimana nera Disagi per oltre 47mila cittadini

Dalla sera di mercoledì 5 fino alla mattina successiva, a Chieti alta i rubinetti resteranno a secco Allo Scalo riduzione della pressione fino al 10 agosto. Il sindaco: «Servono subito investimenti»
CHIETI. Tra chiusure e riduzioni idriche, i disagi per oltre 47mila teatini andranno avanti almeno fino al 10 agosto. A comunicarlo è stata l’Aca, l’azienda comprensoriale acquedottistica che ha competenza su 64 Comuni. A Chieti l’erogazione verrà completamente interrotta delle ore 22 di mercoledì alle 6 di giovedì: lo stop riguarderà 37mila residenti tra la città alta e i quartieri Tricalle, Filippone, Levante, Madonna del Freddo e Colle Marcone. La scelta, come sottolineato dall’Aca già durante l’interruzione della scorsa settimana, è dovuta ai consumi elevati e al relativo abbassamento del livello del serbatoio della Civitella. Non è da escludere che, prima della fine del mese, verrà programmato almeno un altro stop totale.
Fino al 10 agosto, invece, sono previste riduzioni a Chieti Scalo da mezzanotte fino alle 5.30: in questo caso, i cittadini interessati dai cali di pressione sono 10mila. Ma la scorsa settimana, come denunciano i residenti, in alcune zone della parte bassa della città i rubinetti sono rimasti a secco anche per 36 ore. Da qui l’intervento con le autobotti della Protezione civile Valtrigno. In ogni caso, ha tenuto a precisare l’Aca, «in tutto il territorio si possono verificare nelle ore di punta cali di pressione della rete idrica, soprattutto nelle utenze non dotate di autoclave. Si ribadisce, al fine di limitare il consumo di acqua potabile agli stretti bisogni igienico-sanitari e domestici, il divieto di lavare aree cortilizie, piazzali e veicoli a motore, di innaffiare giardini, orti e prati, di riempire piscine, fontane ornamentali e vasche da giardino e di tenere aperte fontanelle a getto continuo».
«Non mi appassionano le esasperazioni neppure su un tema così delicato come la mancanza di acqua nelle case», dice il sindaco Umberto Di Primio. «Ciò detto, è evidente che manca una strategia da parte dei vertici dell’Aca o comunque, se c’è, non è stata ben comunicata. Abbiamo per anni combattuto contro un’azienda acquedottistica che aveva due grandi problemi: il primo era la disattenzione nei confronti delle aree diverse da quella costiera, il secondo era quello della legalità. Abbiamo risolto quest’ultimo, ma non mi sembra che in tema di investimenti ci sia la giusta attenzione nei confronti dei territori diversi da quelli costieri. Il nuovo management è stato fortemente voluto anche da me: sono convinto che saprà ben interpretare le esigenze vere e non si lascerà distrarre da vecchie logiche. Questo vuol dire che ai buoni propositi e ai primi barlumi di attenzione programmatoria letti nell’ultimo bilancio devono corrispondere azioni concrete e investimenti immediatamente percepibili dai cittadini in quanto risoluzione tangibile dei problemi. Per prime, per quel che mi riguarda, vanno risolte le questioni legate all’approvvigionamento idrico della parte bassa della città attraverso una seria programmazione di investimenti in rete e serbatoi. Mi rendo conto che il problema è l’approvvigionamento idrico regionale, ma proprio per questo è necessario che l’Aca investa in modo importante considerato che questa azienda serve il territorio più popoloso d’Abruzzo».

