Mancano biblioteche in centro: monta la protesta degli studenti

I ragazzi lamentano l’assenza di spazi di socializzazione e di aule studio aperte con orari adeguati La proposta: dotare strutture abbandonate di sedie e tavolini. E scatta la petizione al Comune
CHIETI. Due biblioteche chiuse da decenni, nessun spazio riservato alla socializzazione dei ragazzi e aule studio assenti. Gli studenti delle scuole teatine non sopportano più una situazione che «non ci permette di vivere la città», dicono, «organizzeremo un corteo per protestare».
ORARI PROIBITIVI
Per studiare assieme un pomeriggio gli studenti di Chieti non possono contare su spazi in città e sono costretti a organizzarsi tra loro. «Ci vediamo nei bar oppure al parco», dice la rappresentante del Pomilio, Sara Latino. Molte scuole e biblioteche scolastiche sono chiuse nel pomeriggio, aprono solo in alcuni giorni o comunque sono a disposizione solo per qualche ora dopo il termine delle lezioni. Ad oggi, l’unica biblioteca disponibile in città è la sede sostituiva della De Meis, al Theate Center. «Non è facile da raggiungere», dice le rappresentate del liceo Gonzaga Giulia Pia Peca, «la maggior parte delle scuole sono in centro storico e per raggiungere la biblioteca dobbiamo aspettare l’autobus. Tempo che potremmo impiegare per lo studio». Ma in ogni caso, la biblioteca non ha orari comodi per gli studenti. «È aperta solo in due pomeriggi durante la settimana», dice il rappresentante del classico Antonio Walter, «si riesce a studiare due ore scarse».
SPAZI CHIUSI
E per questo, quando si tratta di incontrarsi per studiare, molti continuano a usare le piattaforme online che hanno sperimentato a casa durante la pandemia. «Google Meet, Teams», prosegue Peca, «la pandemia ci ha fatto scoprire queste piattaforme che cercano di sopperire alla mancanza di uno spazio dove incontrarci e studiare, ma ci manca socializzare di persona». Spazi dedicati alla cultura e allo studio nel centro storico di Chieti sono chiusi ormai da tempo, come la biblioteca provinciale De Meis davanti ai tempietti romani e la regionale Ex Gil alla villa comunale. Al tempo stesso, sul colle non sono stati aperti spazi sostituiti per permettere ai ragazzi di socializzare e studiare insieme dopo la scuola. Ma aumentano, invece, i locali sfitti e abbandonati in centro: spazi, sia privati che comunali, che attendono una futura presa di gestione e al tempo stesso, nelle attuali condizioni in cui giacciono, non restituiscono il decoro alle vie del centro e alle attività vicine.
LE PROPOSTE
«Ci sono molte strutture lasciate all’abbandono», prosegue la rappresentante del Gonzaga, «potrebbero essere riqualificate e messe a disposizione degli studenti». Gli studenti hanno le idee chiare: «Le cifre da investire sarebbero minime», dice Walter, «non richiede una manutenzione assidua allestire uno spazio con tavolini e sedie per studiare». E gli spazi di socializzazione porterebbero non pochi vantaggi alla città e al centro storico, di cui spesso si lamenta lo spopolamento: «Incentiverebbe molti ragazzi a frequentare e ridare vita al Corso», dichiara il rappresentante del liceo Masci Roberto Di Fabio. E a trarre beneficio sarebbero anche le attività commerciali: «Realizzare un aula studio accanto, ad esempio, a un tabacchino o una pizzeria aiuta il tessuto economico cittadino», sottolinea il rappresentante dell’Unione degli studenti (Uds) di Chieti Francesco De Benedictis.
LA richiesta al comune
Gli studenti hanno già iniziato a far sentire la loro voce nelle piazze cittadine. «Recentemente abbiamo iniziato una campagna sugli spazi della socialità», spiega il rappresentante Uds, «ci riferiamo a spazi dedicati alla cultura e alla nostra formazione». Ma alle parole, i giovani passeranno presto ai fatti: «Stiamo preparando un documento e una raccolta firme da presentare alla giunta comunale», annuncia De Benedictis, «faremo un corteo per far sentire la nostra voce».
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