Mancano i medici: niente tac al Renzetti

Ferme anche le prenotazioni. Orsatti (Asl): poche risposte al concorso per radiologi. Ispezione dei 5 Stelle
LANCIANO. Impossibile prenotare una tac all’ospedale Renzetti, nemmeno a pagamento. È allarme rosso in Radiologia, dove a causa della grave carenza di personale sono al collasso quasi tutti gli esami. Ora è la volta della tac. «Le prenotazioni sono chiuse», dice Mario Ciccocioppo, responsabile lancianese di Codici (centro per i diritti del cittadino), «anche quelle intramoenia, a pagamento. Liste chiuse. Non c’è posto perché non ci sono medici che possono fare gli esami. Allora si ricorre al territorio, ai macchinari di Casoli, Gissi e Atessa? Neanche per sogno, sono a funzionalità ridotta». Non va meglio per altri esami: le mammografie si fanno a Chieti, per una ecografia alla mammella o all’addome programmata c’è posto il 16 maggio 2019, dopo 518 giorni di attesa. «E la risonanza funziona otto giorni al mese», aggiunge Francesco Taglieri, rsu del Nursing Up, «potrebbe fare il triplo ma servono sei tecnici e tre medici». Servirebbe, inoltre, una seconda tac dedicata per il Pronto soccorso, che potrebbe lavorare meglio con un macchinario proprio e libererebbe posti alle file della tac dedicata agli esterni. Dalla Asl il direttore sanitario Vincenzo Orsatti fa sapere che non ci sono fondi per un altro macchinario, mentre per il personale l’azienda ha le mani legate. «Abbiamo fatto gli avvisi per la selezione di radiologi, con contratto a tempo determinato», spiega, «ma ci sono poche risposte. Attendiamo da mesi anche l’arrivo di tre medici dalla mobilità, ma se non hanno il via libera dalle aziende di provenienza siamo bloccati». E l’attesa dura ormai da oltre quattro mesi.
ISPEZIONE DEI 5 STELLE. Visita ispettiva al Renzetti, ieri mattina, per i 5 Stelle Gianluca Vacca e Domenico Pettinari (vice presidente commissione regionale sanità), che riscontrano diverse criticità: amianto non ancora rimosso; ascensore unico per vitto, pazienti e cadaveri; infiltrazioni d’acqua in Cardiologia dove in alcuni ambulatori piove sui macchinari e sui pazienti; pavimentazione del Pronto soccorso nuovo già scollata. «Riporterò tutto in commissione», dice Pettinari, «sono lavori pagati dalla collettività. Sull’amianto bisogna capire cosa sta facendo la Asl». «Rattoppi e resinature», dice Taglieri che li accompagna nel giro, «anche se sono stati stanziati 900.000 euro per la bonifica che segue criteri precisi». «Bisogna entrare nei reparti per fare la bonifica», spiega l’ingegnere Asl Filippo Manci, «e non ci devono essere i pazienti. Quindi appena a gennaio si sposterà Chirurgia (nei locali di Geriatria, ndc) si farà la bonifica nel reparto. Una volta finita vi sarà traslocata Pediatria per fare i lavori nel reparto dei bimbi. In Ginecologia l’amianto sarà rimosso quando si farà il rifacimento globale del reparto». Ultimo appunto sui concorsi che la Asl bandirà per gli operatori socio sanitari (Oss). «Bisogna tutelare gli Oss che da anni lavorano nell’ospedale con contratti precari», dice Vacca, «sono persone già formate: la Asl dovrebbe riconosce loro un’anzianità di servizio o un punteggio maggiore nel concorso».
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