Mancata cessione del Negri Sud: la Provincia fa causa ai liquidatori

Il commissario: «Prima bisogna saldare un debito con i 110 dipendenti che ammonta a un milione» Il presidente Pupillo: «Siamo in regola, non tocca a noi pagare: aspettiamo che decida il tribunale»
SANTA MARIA IMBARO. È battaglia legale sulla cessione del Mario Negri Sud. A quasi due mesi dall’apertura della busta contenente l’offerta di 10 milioni 732mila euro per l’acquisto della sede dell’ex istituto di ricerca non è stata ancora perfezionata la vendita dell'immobile da parte della Provincia di Chieti all’Amil Lazio, associazione mutilati e invalidi del lavoro orfani e vedove, che si era aggiudicata l'offerta depositando l’anticipo, sotto forma di cauzione, di 100mila euro. Il verbale di assegnazione non è stato ancora fatto, nonostante la vendita all'asta sia risultata regolare, perché mancherebbe l'usufrutto dell'immobile. Lo afferma il commercialista Giordano Albanese di Ortona che, assieme alla collega teatina, Carmelina Colasanti, è commissario liquidatore della struttura dopo il fallimento, nel 2015, dell'istituto di ricerca scientifica e farmarcologica. «Quando è stata fatta la trasformazione dell'istituto Negri Sud in Fondazione», spiega Albanese, «la Provincia, come socio in quota parte della società, ha conferito l'usufrutto del complesso alla Fondazione per trent'anni. La trasformazione è avvenuta nel 2014, dunque ci sono ancora 24 anni di usufrutto di cui deve godere la Fondazione». Albanese annuncia anche che bisogna saldare il debito accumulato nei confronti di 110 dipendenti dell'istituto di ricerca scientifica e farmacologica, che ammonta a «oltre un milione di euro. Siamo contenti che ci sia stata questa fruttuosa vendita per le casse dell'ente e a beneficio di tutto il territorio, ma dobbiamo fare l'interesse della liquidazione. Finora i dipendenti, a cui mancano all'attivo diverse mensilità, non hanno percepito nemmeno un euro. Siamo pronti a formalizzare la cessione anche domani mattina, ma bisogna mettersi d'accordo tra la Provincia, nudo proprietario dell'immobile, e i titolari dell'usufrutto. Sulla somma percepita dalla vendita, l'ente deve stornare la quota parte di nostra competenza». Ma la Provincia ha finora risposto picche. Anzi, il presidente Mario Pupillo ha annunciato di essere in causa con i commissari liquidatori. «Non dobbiamo niente a nessuno», spiega, «per il semplice fatto che la Fondazione non esiste più e dunque l'usufrutto trentennale è decaduto. Non spetta a noi saldare il debito con i dipendenti. Ma la questione è molto complessa a livello burocratico, societario e legale. Sto predisponendo una risposta tecnica nei prossimi giorni perché finora quanto sostenuto dal commissario non ha alcun fondamento giuridico e non corrisponde a verità. Siamo in causa. Abbiamo anche chiesto un resoconto puntuale di quanto venduto finora e non ci è stato ancora recapitato. Aspettiamo che si pronunci il tribunale di Lanciano a cui sono state inviate le carte da parte del tribunale di Chieti che non ha competenza sulla materia». Fanno parte del complesso immobiliare anche diverse pertinenze, tra cui gli appartamenti della foresteria che sono stati affittati dai commissari liquidatori. «Con il pagamento degli affitti per un totale di 8 appartamenti», spiega Albanese, «stiamo pagando le spese correnti della struttura che non è affatto in stato di abbandono, anzi. È presidiata da un custode e controllata da una società di guardiania che evita che nel complesso si compiano furti o atti vandalici. Il Negri Sud è immenso, ma grazie al nostro accorgimento è mantenuto in efficienza con erba tagliata e un controllo costante». L'istituto Mario Negri Sud ha ospitato per 35 anni il prestigioso centro di ricerca scientifica e farmacologica ed è stato messo all'asta per 10.729.260,00 euro su un unico lotto di vendita per un’area di 55mila metri quadrati (di cui coperti sono 7mila) dove sono dislocati una mensa e 42 appartamenti della foresteria.

