Mancinelli torna in libertà e si prepara a chiedere i danni

6 Agosto 2015

CHIETI. Giancarlo Mancinelli, per tutti “Il cavaliere”, imprenditore teatino dei ponteggi e della ristorazione, torna libero. L’arresto eseguito dai carabinieri. era scattato lo scorso 23 giugno...

CHIETI. Giancarlo Mancinelli, per tutti “Il cavaliere”, imprenditore teatino dei ponteggi e della ristorazione, torna libero. L’arresto eseguito dai carabinieri. era scattato lo scorso 23 giugno anche se la notizia rimase sotto traccia per 24 ore.

«Da domani mattina (oggi per chi legge) il mio assistito tornerà regolarmente alle sue attività» spiega Stefano Azzariti, legale del noto imprenditore-ristoratore che aggiunge «è stato scarcerato senza alcuna restrizione. Dovrà solo rispettare le regole imposte dall’affidamento in prova ai servizi sociali». In pratica, Mancinelli, dovrà restare nella sua abitazione dalle 22 alle 7 e a cadenze mensili dovrà affrontare colloqui con assistenti sociali volti al reinserimento «morbido» dell’imprenditore nella società dopo oltre un mese di permanenza in carcere. Permanenza contro la quale Mancinelli ha tutta l’intenzione di fare ricorso. «Stiamo valutando la possibilità di chiedere il risarcimento per ingiusta detenzione» anticipa l’avvocato Azzariti «il mio cliente non avrebbe dovuto fare nemmeno un giorno di carcere in quanto i reati commessi erano tutti punibili con pene inferiori ai tre anni». L’imprenditore era finito in cella per scontare un cumulo di pene, ma la difesa ha dimostrato che la notifica di una sentenza, quella relativa al 2011, è arrivata all’ignaro destinatario dopo ben 4 anni. «Anche in assenza di queste lungaggini inaccettabili» rimarca Azzariti «Mancinelli non sarebbe mai andato in carcere proprio perché per i reati commessi la pena prevista è inferiore ai tre anni».

Azzariti parla di «complicati tecnicismi giuridici», ma il dato di fatto è che “il cavaliere” da oggi potrà tornare alle sue attività, tra queste la gestione di un noto ristorante di pesce al Foro di Francavilla e a godersi l’affetto della sua famiglia.

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