Mandibola fratturata a un 15enne: in due destinati ai servizi sociali

Nel 2022 furono accusati di lesioni e violenza aggravata ai danni di un giovane che finì in ospedale In tribunale l’udienza per i complici maggiorenni: il minorenne è già stato condannato a un anno
LANCIANO . Richiesta di messa alla prova accolta dal giudice per le udienze preliminari Giovanni Nappi che attenderà l’udienza del 20 novembre per analizzare il programma di recupero e valutarne l’idoneità o meno e la durata. È l’esito dell’udienza preliminare in cui il giudice Nappi ha discusso del caso di F.D.R., 20 anni, ed F.M.P., 30 anni di Lanciano, rappresentati dagli avvocati Vincenzo Menicucci e Luigi Feliziani, accusati di concorso in lesioni aggravate e violenza privata aggravata. Accuse in concorso anche con un 15enne, giudicato per lo stesso episodio e gli stessi reati e condannato ad un anno di reclusione, pena sospesa, dal tribunale dei minori dell’Aquila.
E l’episodio è l’aggressione avvenuta la notte tra il 4 e 5 marzo 2022, all’esterno di un bar del centro, da parte dei tre verso K.C., 22 anni di Lanciano, a cui fracassarono la mandibola, e la violenza privata verso due amici di K.C., M.D.P. di 22 anni ed F.A. di 23, minacciati di non sporgere denuncia su quanto accaduto.
In base alle indagini dei carabinieri coordinati dalla procuratrice Mirvana Di Serio, che hanno proceduto autonomamente, senza denuncia, F.M.P., all’interno del bar del centro spinge volontariamente, colpendolo ad una spalla per provocarlo, K.C., e lo porta all’esterno del locale dove ci sono F.D.R. e il 15enne. Quest’ultimo gli sferra due violenti pugni al volto che provocano una frattura bifocale della mandibola del ragazzo con la perdita di due molari. Ad intervenire è una guardia giurata e K.C. finisce in ospedale, a Pescara, dove viene sottoposto ad intervento maxillo-facciale con una prognosi superiore a 40 giorni e indebolimento dell’organo.
Tutto finito? No perché, sempre secondo le accuse, il giorno dopo i tre raggiungono i due amici del ferito, li fanno salire a bordo di un’auto, una Jeep Renegade, e li trattengono per circa 20 minuti minacciandoli di non sporgere denuncia «altrimenti sarebbero stati guai». «Tutti ne pagano le conseguenze». Ad indagare sono stati direttamente i carabinieri di Lanciano informati sui fatti, militari impegnati in quei giorni anche su un’altra aggressione da parte di una baby gang ai danni di un 18enne, sempre per futili motivi, alla fine dei viali.
In udienza le tre parti offese non si sono costituite parte civile. Per F.D.R. ed F.M.P. i legali hanno chiesto la messa alla prova, i lavori socialmente utili. Il giudice ha valutato come ammissibile la richiesta e rinviato al 20 novembre la decisione per valutare le aggravanti, il programma di recupero Uepe (Uffici di Esecuzione Penale Esterna ) e la durata.
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