Mangifesta in cattedra al Galilei

12 Marzo 2019

Lanciano. L’ex pallavolista agli studenti: «Dallo sport tante occasioni di lavoro» 

LANCIANO. «Lo sport, e la pallavolo in particolare, possono offrirvi tante occasioni di lavoro. Ma non dovete arrendervi al primo ostacolo». Consuelo Mangifesta, ex pallavolista ortonese, sprona gli studenti del liceo sportivo Galilei a trovare la propria strada nel mondo dello sport. Come ha fatto lei, che smessa la carriera di atleta si è reinventata telecronista e commentatrice e poi dirigente sportiva. E oggi ricopre il ruolo di responsabile relazioni esterne, eventi e comunicazione della Lega pallavolo serie A femminile. Uno scenario impensabile quando a 36 anni ha lasciato il volley giocato. «Ho vissuto un’estate di dramma personale perché non sapevo cosa fare nella mia vita», racconta Consuelo, «avevo un diploma in ragioneria e mi ero iscritta a Lingue all’università, ma non ho portato avanti gli studi come altri colleghi. Quindi quando ho smesso di giocare …il panico». Tutte le vittorie in bacheca, quattro campionati italiani e uno spagnolo, e i trofei conquistati, tra cui tre coppe dei campioni europee, a quel punto della vita non servono più a molto. «Nella mia carriera ho guadagnato bene, ma la pallavolo non è il calcio», precisa Mangifesta, «sentivo il bisogno di lavorare. Ero a fare la spesa quando mi squillò il telefono», racconta, «era Jacopo Volpi che mi chiese di andare a commentare il mondiale 2006. Accettai ma era un esperimento. Andò bene e ho continuato a lavorare in Rai come commentatrice sportiva». Poi arriva l’incarico in Lega come responsabile della comunicazione. «Ero l’unica a non avere la laurea, ma conoscevo bene il mondo della pallavolo», spiega Consuelo. «Ho fatto corsi di aggiornamento e formazione, ho appreso da chi ne sapeva più di me, quello che mi è stato dato l’ho sfruttato al meglio. E lo sport offre tantissime opportunità. Se non vi piace la pallavolo vi consiglio di avvicinarvi, perché in futuro può darvi da mangiare», dice agli studenti, «è il secondo sport dopo il calcio per numero di iscritti e praticanti e ha l’attenzione di media e sponsor perché è uno sport pulito, dove non servono barriere, security e polizia. Ma la concorrenza può essere tanta, voi non dovete arrendervi subito e dovete volervi bene, anche fisicamente. Non fate sciocchezze».
I ragazzi seguono attenti e fanno domande. «Qual è stata la gioia più grande nella tua carriera?». «La vittoria della prima Champions con il Matera», risponde Consuelo, «stavamo perdendo ma ribaltammo il risultato. Spero che succeda anche alla Juventus con l’Atletico Madrid», dice da tifosa bianconera. «Il tuo rammarico più grande?». «Non avere un figlio». «Il tuo sogno?». «Diventare ministro dello sport, è la mia più grande ambizione».
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