Mape Forge, 61 lavoratori appesi a un filo
San Martino, la decisione sul concordato determinerà l’acquisizione di un nuovo acquirente
SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. Appeso a un filo il destino di 61 dipendenti della Mape Forge e delle loro famiglie. L'allarme arriva dalla Uilm per voce del segretario di Chieti Pescara Nicola Manzi all'indomani della decisione che dovrà prendere oggi il tribunale dell'Aquila sul concordato preventivo per l'acquisizione da parte di una nuova azienda, la Forge Centro Sud, che vuole fare investimenti e rilevare lo stabilimento assieme a tutti gli ex operai. «Lo stabilimento metalmeccanico della Mape Forge situato da oltre 30 anni a San Martino sulla Maruccina», spiega Manzi in una nota, «lavorava con un impianto per lo stampaggio a caldo dell’acciaio e occupava 61 dipendenti. Problemi finanziari e la mancanza di commesse hanno costretto la società Mape a presentare il 17 giugno 2013 un concordato preventivo al Tribunale di Chieti. La crisi ha colpito duramente e alla fine del 2014 tutti i 61 dipendenti della Mape sono stati licenziati». Nel frattempo però, l'11 aprile scorso, il Tribunale di Chieti ha consegnato lo stabilimento alla società Forge Centro Sud con un contratto d’affitto, riconoscendo alla stessa il diritto di prelazione all'acquisto da esercitare solo dopo l’omologa del concordato preventivo. «Dopo una lunga trattativa presso Confindustria di Chieti», prosegue Manzi, «la Forge Centro Sud si è impegnata alla riassunzione degli ex dipendenti della Mape e ad oggi in 35 sono già tornati a lavorare. Inoltre, per il 2015, la Forge Centro Sud aveva pianificato e condiviso con la rsu (rappresentanti sindacali unitari ndc) nuovi investimenti e l'istallazione di macchinari per l’acquisizione di nuovi clienti e commesse destinati esclusivamente agli impianti di Chieti. Oggi tutto è fermo. Il 9 dicembre scorso il Tribunale di Chieti non ha omologato il concordato ed ora la decisione è passata, con il ricorso in appello, al Tribunale dell’Aquila che domani (oggi per chi legge ndc) dovrà emettere una sentenza che determinerà il futuro di 61 famiglie». «La rsu Uilm e i lavoratori», conclude Manzi, «sono preoccupati che la Forge Centro Sud, in mancanza di omologa del concordato preventivo, trovandosi di fronte a scenari e condizioni diverse da quelle prospettate inizialmente, possa decidere di fare un passo indietro e rinunciare al piano di rilancio industriale dello stabilimento. Chiediamo di prestare la massima attenzione a questa vicenda, affinché gli errori e le responsabilità della vecchia gestione Mape non ricadano sui lavoratori». (d.d.l.)
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