Maratona dantesca: un successo

La lettura della Divina commedia in tre giorni con 217 partecipanti
GUARDIAGRELE. È stata suggellata da un grande successo di pubblico e di critica la Maratona dantesca che il Liceo scientifico di Guardiagrele ha organizzato con tre giorni consecutivi di lettura dell’opera del Sommo poeta. Alla fine sui palchi allestiti nella scuola di via Grele (lettura di Inferno e Purgatorio) e nella chiesa di San Francesco (lettura del Paradiso) si sono contati 217 partecipanti tra alunni, studenti, insegnanti e semplici cittadini.
«Siamo partiti con l’obiettivo di riscoprire questo autore, il più classico tra i classici, superando ogni aspettativa. Ho fissato alcuni momenti commoventi nella mia memoria», dice la professoressa Mara Di Nardo, «gli studenti, che dopo avere fatto diverse prove di lettura ci rincorrevano nel corridoi per i dubbi sull’accento di una parola o sulla sua pronuncia; molti ascoltatori arrivati col Sapegno, ingiallito dal tempo, della Divina commedia del liceo; amiche e coppie che seguivano sullo stesso libro la lettura fatta a voce alta; i bambini che, incuriositi, cercavano di capire soprattutto l'Inferno con i suoi nomi aiutati anche da una scenografia particolare. Questa iniziativa ha dimostrato anche che i nostri ragazzi non hanno assolutamente paura delle cose difficili».
«Mai avremmo immaginato una risposta così forte», aggiunge la professoressa Simona D’Angelo, «ed è bello ricordare tutti i lettori mentre entravano a scuola o in chiesa con il loro versetto su una vecchia edizione della Divina Commedia tenuta gelosamente tra le mani. Avevano preso appunti da studenti e qualcuno ha voluto leggere dal suo testo il canto ormai “datato” del Liceo. Sono state tre bellissime giornate e nell’ultima abbiamo dato spazio più che altro a ex insegnanti ed ex presidi che hanno mostrato la loro cultura. I nostri ragazzi, poi, non ci hanno chiesto una cantica precisa: hanno voluto solo leggere Dante mettendosi a nostra disposizione. In fondo per tre giorni ci siamo nutriti di cultura più che di cibo». (r.o.)
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